News & BusinessAssicurazioni
La Thailandia stanzia 467 mld di dollari per assicurare 30 mld di famiglie dai disastri

Cos’è successo
Il governo conservatore thailandese ha approvato un programma assicurativo pubblico da 15,5 miliardi di baht l'anno, pari a circa 467 milioni di dollari, per coprire 30 milioni di famiglie residenti in aree ad alto rischio contro alluvioni, tempeste e terremoti. Lo ha annunciato il primo ministro Anutin Charnvirakul, spiegando che l'obiettivo è trasferire parte del costo crescente dei disastri naturali dallo Stato al settore assicurativo privato: oggi la Thailandia spende almeno 30 miliardi di baht l'anno per risarcire le famiglie colpite tramite meccanismi di compensazione ad hoc, senza un vero schema assicurativo strutturato.
Il nuovo programma garantirà una copertura complessiva di circa 75 miliardi di baht l'anno, di cui una parte finanziata direttamente dal governo e il resto a carico delle compagnie assicurative, chiamate a intervenire oltre i limiti coperti dallo Stato. Le famiglie riceveranno un indennizzo iniziale di 10.000 baht per i danni da alluvione e di 5.000 baht per quelli da tempesta o terremoto entro 15 giorni dall'evento, con un tetto massimo di risarcimento di 100.000 baht per famiglia per ogni disastro e di 2 milioni di baht per ogni decesso legato all'evento. Il piano è stato messo a punto congiuntamente dal Dipartimento per la prevenzione e mitigazione dei disastri, dal ministero delle Finanze, dall'Office of Insurance Commission e dalla Thai General Insurance Association.
Perché conta
La misura arriva mentre l'esposizione del Paese ai disastri naturali continua ad aggravarsi.
- Il mese scorso alluvioni nel nord della Thailandia hanno ucciso tre persone e colpito circa 25mila residenti;
- A novembre dello scorso anno, alluvioni nel sud del Paese avevano colpito oltre un milione di persone, incluse quelle di Hat Yai, importante polo commerciale e turistico della regione;
- Il fenomeno non riguarda solo la Thailandia: in tutta l'Asia i governi affrontano costi crescenti legati ai disastri, spinti dall'urbanizzazione che aumenta l'esposizione ai rischi naturali e dal cambiamento climatico che intensifica gli eventi estremi, mentre gran parte del danno economico resta priva di copertura assicurativa.
Adesso
- Se il programma funziona, potrebbe ridurre il peso fiscale sullo Stato e ampliare la diffusione assicurativa in un mercato storicamente sottoassicurato, diventando un modello per altri Paesi del Sud-est asiatico con dinamiche simili di urbanizzazione e rischio climatico;
- Esiste però il rischio che gli assicuratori privati, una volta esposti ai livelli di danno oltre la soglia garantita dallo Stato, reagiscano come già visto negli Stati Uniti ed in Europa: inasprendo le condizioni contrattuali, escludendo rischi o alzando i premi, indebolendo così l'accessibilità del programma proprio per le famiglie a basso reddito a cui è destinato;
- Il caso thailandese diventa quindi un test precoce per capire se i modelli di condivisione del rischio pubblico-privato possano davvero colmare il protection gap senza ripetere il ciclo di "ritiro e rincaro" già osservato nel mercato assicurativo della casa negli Stati Uniti, con precedenti come quelli di State Farm, AIG e Progressive.