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La svolta della Bce: sì alle stablecoin in euro

3 min di lettura

Cosa è successo

La Bcc ha pubblicato l'Eurosystem Comprehensive Payments Strategy, il primo documento in cui la Banca centrale europea stabilisce regole comuni per tutti i modi in cui imprese e banche possono muovere denaro nell'area euro — dai pagamenti quotidiani tra aziende fino ai grandi trasferimenti interbancari. La linea è chiara: l'euro emesso dalla banca centrale resta l'ancora del sistema, ma depositi tokenizzati e stablecoin in euro possono affiancarla se governati nell'Ue, euro-denominati e regolati in modo appropriato. La strategia integra in un unico quadro tutti i segmenti che finora rimanevano separati — euro digitale, TIPS, TARGET, Pontes, Appia — superando l'impostazione precedente limitata al solo retail.

• La Bce codifica una gerarchia esplicita: la central bank currency rimane il perno centrale a cui si aggiungono strumenti privati ammessi solo se governati nell'Ue, euro-denominati e soggetti a vigilanza robusta.
• TARGET ha processato oltre 430.000 miliardi di euro nel 2024: anche una quota marginale che transiti verso infrastrutture tokenizzate produce effetti di scala rilevanti.
• I bonifici nell'area euro hanno spostato circa 108.000 miliardi nel secondo semestre 2024, contro 1.700 miliardi di pagamenti con carta.

Perché è importante

Fino a ieri, chi voleva investire in nuove infrastrutture di pagamento operava in un vuoto normativo. Ora abbiamo un testo unico che regola chiaramente cosa sia ammesso. Questa chiarezza aiuta a incentivare gli investimenti in questo settore e aiuta le imprese a sbloccare progetti che rimanevano in attesa di chiarimenti normativi da Francoforte. La posta in gioco più alta, però, non riguarda i pagamenti (bonifici o carta) in sé ma l'infrastruttura che ci gira intorno: se una transazione B2B diventa parte integrata dei sistemi gestionali dell'azienda — contabilità, tesoreria, gestione degli ordini — il vantaggio non è pagare meno per ogni bonifico, ma liberare liquidità intrappolata lungo tutta la filiera. Per una multinazionale con fornitori in dieci paesi europei, questo vale molto più di qualche punto base di commissione risparmiato.


L'apertura agli strumenti privati regolati è una condizione necessaria ma non sufficiente. Se gli standard tecnici per l'interoperabilità non convergono rapidamente, il rischio concreto è una proliferazione di circuiti verticali chiusi — con costi di integrazione crescenti che neutralizzano i vantaggi della strategia stessa.

E adesso?

• H2 2026 — Seguire i tavoli tecnici su standardizzazione e interoperabilità con distributed ledger per i pagamenti B2B: da questi dipendono le decisioni di investimento in integrazione bancaria e gestionale, e la velocità con cui il perimetro BCE si traduce in architetture operative;
• 2027 — Osservare come euro digitale, TIPS e le iniziative TARGET sulla tokenizzazione si posizionano reciprocamente: complementarità o sovrapposizione definirà la sostenibilità delle infrastrutture e gli incentivi per gli operatori privati;
• 2028 — Monitorare l'adozione dei casi d'uso tokenizzati nei settori a filiera complessa (automotive, pharma, energia): sarà il banco di prova reale della strategia e il segnale più affidabile sulla sua capacità di produrre effetti di scala.

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