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La Svezia espelle 3 agenti di Mosca mentre a Vienna un diplomatico russo su 6 sarebbe legato ai servizi segreti

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La Svezia espelle 3 agenti di Mosca mentre a Vienna un diplomatico russo su 6 sarebbe legato ai servizi segreti

Cos’è successo

Nei giorni scorsi i servizi di sicurezza europei hanno messo in luce nuovi elementi della presenza e dell’attività dell’intelligence russa. In Svezia, il 10 agosto 2026, la Säpo (Säkerhetspolisen) ha annunciato di aver interrotto una lunga operazione dell’SVR (servizio di intelligence estera russo). Un agente reclutato all’interno di una missione diplomatica straniera a Stoccolma raccoglieva informazioni sui processi decisionali politici svedesi e sulle relazioni del Paese con UE e NATO. L’obiettivo era consentire a Mosca di condurre operazioni di influenza su temi polarizzanti per screditare Svezia, Alleanza Atlantica e Unione Europea. Säpo ha monitorato per lungo tempo gli incontri tra l’agente e due ufficiali SVR (documentando anche la consegna di “regali”), fino a far abbandonare il Paese a tutti e tre, protetti da immunità diplomatica.

Parallelamente in Austria, un’inchiesta del media indipendente russo in esilio Agentstvo ha rivelato che almeno uno su sei dei diplomatici russi a Vienna (circa 20 su 117 tra ambasciata e missione presso l’OSCE) sarebbe collegato con SVR, GRU o FSB -- vari servizi d'intelligence russi. Le indagini si basano su indirizzi di residenza di questi diplomatici a Mosca (che si trovano in zone ed edifici dove abitualmente vivono membri dei servizi), redditi provenienti da unità militari (nelle quali tradizionalmente gli appartenenti ai servizi hanno transitato) o accademie di intelligence (nei quali studiano) e altri legami familiari. Vienna resta uno dei principali hub europei dell’intelligence russa. Nello stesso periodo le autorità austriache hanno smantellato una rete internazionale di elusione delle sanzioni che riforniva l’industria militare russa (missili da crociera e aerei) di macchinari europei attraverso società di comodo e certificati di destinazione falsi.

Perché conta

Questi episodi mostrano sia la persistenza delle attività di intelligence e influenza russe in Europa, sia la crescente capacità di contromisure occidentali, segno che riforme importanti stanno avendo luogo.

  • la Svezia, da poco membro NATO, resta un target prioritario per operazioni di influenza; l’Austria conferma il suo ruolo di “hub” storico per i servizi russi. Non potendo vincere sul campo in Ucraina, la Russia cerca altre di vincere indirettamente, manipolando la politica interna o l'opinione pubblica occidentale;
  • Il reclutamento di agenti e diplomati, insieme alla rete di elusione delle sanzioni evidenziano una capacità non irrilevante da parte di Mosca di muoversi in zone grigie, facilitata anche da assenza di cooperazione tra Paesi occidentali, limiti costituzionali all'attività d'intelligence e ambiguità o sostegno da parte di politici, membri dell'establishment o aziende;

Adesso

  • I Paesi europei intensificheranno i controlli sui diplomatici russi e le espulsioni mirate, mentre i servizi di sicurezza rafforzeranno il monitoraggio delle missioni diplomatiche di Paesi terzi potenzialmente vulnerabili al reclutamento;
  • L’Austria e altri hub tradizionali dovranno affrontare pressioni politiche per ridurre il numero di personale diplomatico russo e rafforzare i controlli sulle reti di elusione sanzioni;
  • Sul medio termine, la combinazione di operazioni di influenza russe in Europa e di sostegno occidentale alle azioni ucraine in Russia rischia di mantenere alto il livello di tensione ibrida, spingendo entrambi i fronti a investire ulteriormente in contromisure, cyber-difesa e intelligence umana, con possibili ulteriori episodi di esposizione pubblica di reti e operazioni. La Germania ha annunciato, in questi giorni, un'importante riforma della sua intelligence. Altri Paesi seguiranno, mentre si rende necessario rafforzare la cooperazione in intelligence dentro la NATO (limitata) e l'UE (estremamente ridotta).

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