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La presenza umana causa il 43% di erosioni e degradazioni del suolo, mentre i fattori climatici sono ininfluenti

Cos’è successo
Uno studio pubblicato su International Soil and Water Conservation Research analizza i fattori che controllano l’erosione da gully a livello globale utilizzando 26 variabili ambientali e un ensemble di 100 modelli random forest. La ricerca mostra che il fattore più importante è il Normalized Difference Vegetation Index (NDVI): la densità di gully diminuisce quasi esponenzialmente con l’aumento della copertura vegetale.
Secondo lo studio, il 43% della superficie terrestre presenta una Gully Head Density dominata da fattori antropici legati a uso del suolo e copertura vegetale, contro il 35% dominato da geomorfologia, il 15% da caratteristiche del suolo e solo il 7% da variabili climatiche pure. La densità di bestiame oltre circa 50 animali/km² mostra inoltre una forte correlazione positiva con l’erosione.
Perché conta
Lo studio suggerisce che gran parte del rischio erosivo globale non è statico né puramente naturale, ma direttamente influenzato da decisioni umane su agricoltura, pascolo, deforestazione e gestione del territorio. Questo rende il rischio molto più dinamico e difficile da modellare.
- Le aree hotspot più sensibili coincidono con territori semi-aridi dove overgrazing, perdita di vegetazione e cambiamenti d’uso del suolo possono accelerare rapidamente erosione, flooding e degrado infrastrutturale;
- Per assicurazioni agricole, property e liability il rischio diventa strutturalmente non-stazionario: i modelli storici tradizionali non catturano adeguatamente cambiamenti improvvisi legati a deforestazione, siccità o pressione antropica;
- La relazione non lineare tra copertura vegetale e GHD implica che eventi discreti, come perdita improvvisa di vegetazione o intensificazione del pascolo, possano generare salti di regime nei sinistri invece di semplici trend graduali.
Adesso
- Assicuratori e riassicuratori potrebbero integrare dati NDVI, uso del suolo e pressione zootecnica nei modelli Nat Cat e nelle valutazioni di rischio territoriale;
- Il repricing dei portafogli agricoli e property nelle aree semi-aride ad alta vulnerabilità potrebbe accelerare con l’aumento previsto di stress climatico e pressione antropica entro il 2050-2070;
- Politiche di riforestazione, gestione sostenibile del pascolo e tutela della copertura vegetale potrebbero diventare strumenti centrali non solo ambientali, ma anche di riduzione del rischio assicurativo e finanziario.
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