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La maggioranza degli assicuratori americani non dichiara se copre o esclude i danni da AI, un vuoto che tocca già 11 rami assicurativi
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Cos’è successo
RAND Corporation ha pubblicato il report "The Insurability of Artificial Intelligence", firmato dai ricercatori Sasha Romanosky e Celine Robinson, ripreso da Insurance Business il 18 settembre 2026.
Basandosi su dati pubblici sugli incidenti AI, atti giudiziari statunitensi, legislazione statale e archivi assicurativi del mercato regolamentato, il report mappa un mercato spaccato in tre: una minoranza di assicuratori che copre esplicitamente le perdite AI, un numero crescente che deposita ampie esclusioni, e la maggioranza che resta silente. È proprio questo "silenzio" a creare, secondo RAND, il problema più immediato.
Perché conta
- Quando una polizza non dice nulla sull'AI, la copertura dipende da come il sinistro viene inquadrato al momento del danno: un chatbot che fornisce per errore una consulenza finanziaria sbagliata può essere qualificato come errore professionale, incidente cyber, difetto di prodotto o responsabilità civile generale, con polizze diverse che rispondono in modo diverso alla stessa identica situazione;
- RAND individua perdite legate all'AI distribuite su almeno 11 rami assicurativi, tra cui E&O tecnologico, responsabilità professionale, cyber, D&O e responsabilità civile generale, con un singolo evento AI capace di assomigliare contemporaneamente a un incidente cyber, un errore professionale e un difetto di prodotto, un problema di inquadramento destinato a generare contenziosi tra assicuratori prima ancora che un sinistro venga liquidato;
- Dal gennaio 2026 l'Insurance Services Office (ISO), l'organizzazione che sviluppa i moduli di polizza standard usati in oltre l'80% delle polizze danni statunitensi secondo RAND, ha reso disponibili tre esclusioni opzionali per l'AI generativa nelle polizze di responsabilità civile generale (CG 40 47, CG 40 48, CG 35 08), un'adozione che secondo l'analisi di RAND sui depositi di mercato è iniziata già nell'estate 2025, concentrata soprattutto su polizze umbrella commerciali e responsabilità civile generale.
Adesso
- RAND raccomanda ai regolatori statali e alla National Association of Insurance Commissioners (NAIC) di sviluppare un AI Coverage Notice standardizzato, che imponga agli assicuratori di dichiarare esplicitamente, per ogni ramo, se le perdite legate all'AI sono coperte, escluse o lasciate silenti, uno strumento che oggi non esiste e lascerebbe il quadro attuale frammentato compagnia per compagnia, ramo per ramo;
- Il report segnala che l'AI agisce anche come moltiplicatore di forza per gli attacchi cyber e che un singolo shock legale o regolatorio potrebbe rendere azionabili contemporaneamente pratiche AI diffuse presso molte aziende, mentre un degrado lento dei modelli può generare sinistri su più rami e più assicuratori prima che un pattern diventi visibile, senza un singolo evento scatenante identificabile;
- Per il settore assicurativo, il report RAND offre una cornice analitica rigorosa che si aggiunge ad altri lavori già monitorati nel corso dell'estate sul tema (CSIS, Gallagher, BIS), confermando l'assicurabilità dell'AI come uno dei nodi regolatori e di mercato più urgenti da risolvere nei prossimi rinnovi.