Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessSicurezza & Resilienza

La guerra con l'Iran costerà agli Usa oltre 29 mld subito e 1.000 in 40 anni

3 min di lettura
La guerra con l'Iran costerà agli Usa oltre 29 mld subito e 1.000 in 40 anni

Cos’è successo

Il Pentagono ha rivisto al rialzo il costo ufficiale del conflitto con l'Iran portandolo a 29 miliardi di dollari, rispetto ai 25 precedentemente preventivati. Tuttavia, gli esperti di politiche pubbliche americani citati da Cnn avvertono che la cifra reale a carico dei contribuenti americani potrebbe superare i mille miliardi di dollari nel lungo periodo, andando oltre i costi operativi immediati.

Mentre le stime governative si concentrano sulle spese operative immediate e sulle riparazioni delle basi colpite in Medio Oriente dagli attacchi con droni e missili iraniani, le proiezioni includono i massicci costi di sostituzione degli armamenti tecnologicamente avanzati e l'assistenza sanitaria per i 55mila militari schierati nella regione. A questa pressione si aggiunge l'allarme del dipartimento dell'Energia statunitense, che prevede prezzi del petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile e un rincaro della benzina alla pompa capace di destabilizzare l'intera economia mondiale. La cifra di 1000 miliardi include i cosiddetti costi "invisibili" o differiti, come l'assistenza ai veterani, che include le spese sanitarie vitalizie, il supporto psicologico per i reduci e le indennità di invalidità. A questi costi si aggiungono gli interessi sul debito. Poiché il conflitto viene finanziato tramite deficit (non con nuove tasse), il governo deve pagare interessi miliardari sui prestiti contratti per coprire le spese militari. Con i tassi attuali, questa voce può raddoppiare il costo nominale della guerra nel tempo.

Perché conta

La comprensione dell'effettiva portata di questo scontro è fondamentale per valutare la sostenibilità degli impegni internazionali nel tempo.

  • Il divario tra le stime del governo e quelle degli studi dimostra come i bilanci preventivi tendano a ignorare la manutenzione e le spese per il personale combattente sul lungo termine;
  • Il costo di sostituzione delle munizioni oggi è nettamente superiore al loro valore storico di magazzino, come dimostra il prezzo dei missili Tomahawk (quasi raddoppiato rispetto alle valutazioni di inventario);
  • L'impatto dei prezzi energetici sulla spesa dei consumatori crea una vulnerabilità finanziaria che va ben oltre il settore della difesa, influenzando direttamente il potere d'acquisto delle famiglie a livello globale.

Adesso

  • Sul fronte interno statunitense l'amministrazione dovrà gestire il malcontento per il possibile arrivo della benzina alla soglia psicologica di 5 dollari al gallone – pari a circa 4 litri – cercando al contempo di finanziare la modernizzazione tecnologica dei sistemi d'arma andati distrutti o obsoleti.
  • In ambito europeo la Nato e l'Unione Europea si troveranno a fronteggiare una crisi energetica che richiede una risposta coordinata per evitare che l'inflazione e l'instabilità del Golfo blocchino la produzione industriale e la coesione dei partner atlantici;
  • Per l'Italia lo scenario implica un possibile rincaro, in parte già apprezzabile, dei costi logistici e di trasporto dovuto alla dipendenza dalle importazioni di greggio, esponendo il sistema produttivo nazionale e la rete dei rifornimenti a una possibile nuova ondata di prezzi elevati.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Sicurezza & Resilienza

Nel biennio 2024-25 la Cina ha costruito navi da guerra per 636 mila tonnellate, più del doppio delle 270 mila degli Usa

Sicurezza & Resilienza

Dopo un anno di Rearm Europe la spesa per la difesa è salita del 90% dal 2022, ma restano in dubbio 4 programmi faro e il finanziamento nel prossimo bilancio Ue

Sicurezza & Resilienza

La NATO presenta la sua strategia in 3 fasi per fermare sul nascere un attacco agli alleati