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La finanza privata per la biodiversità vale solo 1,7 mld contro i 200 mld l’anno richiesti entro il 2030

Cos’è successo
Un report pubblicato da OECD evidenzia il forte gap tra i capitali oggi mobilitati per la biodiversità e gli obiettivi globali fissati dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KMGBF). Nel 2023 la finanza privata mobilitata attraverso strumenti di sviluppo per la biodiversità ha raggiunto appena $1,7 miliardi, pari all’1,4% del totale della finanza privata mobilitata tra il 2017 e il 2023.
L’obiettivo internazionale è arrivare ad almeno $200 miliardi l’anno entro il 2030. Parallelamente, il mercato dei green, social e sustainability bond legati alla biodiversità continua a crescere: la quota di emissioni con biodiversity conservation come use-of-proceeds è salita dal 5% al 16% tra il 2020 e il 2023. Tuttavia il mercato resta concentrato nelle economie avanzate e il primo biodiversity bond bancario è stato emesso solo nel 2024 da BBVA Colombia.
Perché conta
Il report suggerisce che biodiversità e nature finance stanno diventando una nuova asset class emergente per assicurazioni, fondi pensione e investitori istituzionali di lungo periodo. Ma il mercato resta ancora poco standardizzato e altamente frammentato.
- Il gap superiore a 100 volte tra capitali attuali e target KMGBF apre spazio strutturale per assicuratori come asset owner, anchor investor e underwriter di strumenti nature-positive;
- Biodiversity bond, blue bond e fondi blended offrono duration compatibile con passività vita e correlazione relativamente bassa rispetto agli asset tradizionali, aumentando interesse per gli investitori assicurativi;
- L’assenza di standard credibili di impact reporting, metriche MRV affidabili e disclosure armonizzate aumenta però rischio di greenwashing e costi di due diligence, soprattutto nei paesi emergenti.
Adesso
- Assicuratori e asset manager potrebbero aumentare progressivamente esposizione verso biodiversity finance, blue economy e strumenti blended sostenuti da multilaterali e development bank;
- Framework come Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), CSRD e ISSB potrebbero diventare essenziali per standardizzare reporting e valutazione dei rischi nature-related;
- Nei prossimi anni il mercato potrebbe evolvere rapidamente verso prodotti assicurativi e finanziari legati a outcome ecosistemici, biodiversity credits e strumenti parametrici collegati alla resilienza ambientale;
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