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La domanda europea di caffè assorbe il 91% dell'export del Burundi e il 56% di quello dell'Uganda, mentre il settore genera 84,4 mld di euro nell'UE
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Cos’è successo
La European Coffee Federation (ECF), insieme a Europe Economics, ha pubblicato un rapporto secondo cui il settore del caffè genera 84,4 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene 1,5 milioni di posti di lavoro nell'Unione Europea. Il rapporto sottolinea inoltre l'importanza della domanda europea per i Paesi produttori africani: sebbene Burundi e Uganda rappresentino rispettivamente solo lo 0,2% e il 5,6% delle importazioni complessive di caffè dell'area Ue+, il mercato europeo assorbe circa il 91% delle esportazioni di caffè del Burundi e circa il 56% di quelle dell'Uganda.
Perché conta
- A livello mondiale, circa 12,5 milioni di famiglie agricole dipendono dalla coltivazione del caffè per il proprio sostentamento, di cui circa l'85% è costituito da piccoli produttori, una concentrazione che rende la domanda europea una variabile macroeconomica critica per la stabilità economica di interi paesi produttori come Burundi e Uganda, ben oltre il peso che questi paesi hanno nelle statistiche di import complessive dell'Ue;
- Il rapporto arriva poche settimane dopo il Coffee Barometer 2026, che pur riconoscendo l'enorme valore economico generato dal settore segnala come gran parte della ricchezza si concentri a valle della filiera, mentre milioni di famiglie produttrici continuano a non percepire un reddito sufficiente per vivere dignitosamente, un'asimmetria distributiva lungo la catena del valore già segnalata anche dalla FAO a luglio;
- Eileen Gordon-Laity, segretaria generale ECF, sottolinea che il caffè è "una filiera del valore condivisa che collega le famiglie agricole dei paesi produttori alle imprese locali, ai lavoratori e ai consumatori di tutta Europa", un'interdipendenza che il rapporto indica come cruciale da riconoscere per sostenere la resilienza futura del settore.
Adesso
- Il rapporto analizza gli effetti diretti, indiretti e indotti della filiera del caffè, un approccio metodologico che offre un quadro basato su evidenze utile per orientare le politiche commerciali europee verso i paesi produttori africani più dipendenti dal mercato UE, come Burundi e Uganda;
- La forte concentrazione della domanda di export su un numero ristretto di mercati di destinazione, l'Europa in primis, espone paesi come Burundi e Uganda a un rischio di concentrazione commerciale che si somma alla volatilità dei prezzi globali e ai nuovi oneri di compliance EUDR in vista della scadenza di dicembre 2026;
- Per gli operatori assicurativi e riassicurativi attivi su trade credit e business interruption nella filiera del caffè africano, il rapporto ECF conferma quanto la domanda europea resti strutturalmente centrale per la stabilità economica di questi paesi, un elemento chiave per valutare il rischio di controparte lungo l'intera catena di esportazione verso l'Ue.