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L'ultimo terremoto in Giappone potrebbe generare sinistri assicurativi per oltre 1,1 mld
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Cos’è successo
Un terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, il 28 luglio 2026 a una profondità di 10-16 km. L'evento ha causato almeno 30-35 morti secondo le stime più aggiornate, il crollo parziale di un centro commerciale e la sospensione dei servizi nella regione. Bloomberg Intelligence stima che i sinistri assicurativi del settore potrebbero superare la media di 175 miliardi di yen (1,1 miliardi di dollari) registrata nei sei precedenti grandi terremoti giapponesi.
Perché conta
- La maggior parte dell'esposizione riguarda immobili commerciali e la copertura residenziale nell'ambito del sistema pubblico-privato giapponese di assicurazione terremoto, mentre i danni riportati finora alle infrastrutture di semiconduttori nell'area, un settore industriale strategico per Kumamoto, appaiono limitati: i tempi di riavvio degli impianti determineranno l'entità reale delle perdite da interruzione di attività;
- I tre maggiori assicuratori privati giapponesi, Tokio Marine Holdings, Sompo Holdings e MS&AD Insurance Group, hanno già stanziato per l'anno fiscale in corso 365 miliardi di yen complessivi per sinistri da catastrofi naturali domestiche, oltre il doppio rispetto all'anno precedente, un dato che riflette un contesto di sinistrosità già elevata prima di questo evento;
- Secondo le stime di Bloomberg Intelligence, la quota di questi sinistri a carico dei tre gruppi assicurativi resterebbe inferiore all'1% del loro utile rettificato al netto di recuperi riassicurativi e tasse, segnalando una capacità di assorbimento solida nonostante la scala dell'evento.
Adesso
- Se la sequenza di scosse di assestamento dovesse intensificarsi in modo comparabile al precedente del 2016, le stime attuali potrebbero rivelarsi prudenti: gli analisti indicano che sarà proprio l'evoluzione delle prossime settimane, più che il solo evento principale, a determinare se i sinistri finali si avvicineranno alla fascia alta o bassa del range Noto (1,8-6 miliardi di dollari);
- I tempi di ripristino degli impianti di semiconduttori a Kumamoto restano la variabile chiave da seguire nei prossimi mesi: un riavvio rapido conterrebbe le perdite da interruzione di attività, mentre ritardi prolungati potrebbero ampliare in modo significativo l'esposizione business interruption oltre le sole stime property;
- Per il mercato riassicurativo globale, l'evento arriva in un momento di capacità catastrofale abbondante dopo un primo semestre 2026 sotto la media decennale secondo Gallagher Re: se le perdite finali restassero contenute, difficilmente sposteranno da sole i prezzi ai rinnovi di gennaio 2027, ma un aggravamento della sequenza sismica potrebbe far salire l'attenzione su un mercato cat bond giapponese e su una capacità riassicurativa dedicata al rischio sismico che finora ha operato in condizioni relativamente distese.