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L’Uganda esporta il 73% del suo caffè nell’Ue, dove dal 30 dicembre servirà dimostrare che non viene da terreni deforestati

Cos’è successo
Secondo l'USDA, la produzione ugandese di caffè verde salirà dello 0,9% a 7,16 milioni di sacchi da 60 kg nell'annata 2026/27, con un export in crescita dell'1,9% a 6,83 milioni di sacchi. Nei dodici mesi chiusi ad aprile 2026 il paese ha esportato caffè per 2,38 miliardi di dollari, confermandosi uno dei principali fornitori mondiali di robusta.
Il nodo è il mercato di sbocco: l'UE assorbe circa il 73% delle esportazioni, e dal 30 dicembre 2026 il regolamento EUDR si applicherà a operatori medi e grandi, con obbligo di dimostrare che il prodotto non proviene da terreni deforestati dopo il 2020. Con la revisione del 4 maggio la Commissione ha escluso nuovi rinvii, dopo due slittamenti, pur stimando che le misure di semplificazione riducano i costi di conformità di circa il 75% rispetto al testo originale.
Perché conta
La struttura della filiera ugandese rende la conformità particolarmente onerosa.
- Circa il 90% della produzione viene da piccoli agricoltori con appezzamenti tra 0,5 e 2,5 ettari, e oltre il 98% dell'export è caffè verde;
- Un'analisi del 2025 indicava oltre 900.000 agricoltori georeferenziati, ma solo il 30% aveva trasmesso i dati richiesti, con un fabbisogno di 35,6 miliardi di scellini a fronte di 13,9 miliardi reperiti;
- La governance si è indebolita proprio nella fase decisiva: l'Uganda Coffee Development Authority è stata assorbita dal ministero dell'Agricoltura, che ora concentra regolazione, controllo qualità e promozione dell'export.
Adesso
- Il governo punta a una transizione graduale verso caffè tostato e solubile, senza bando immediato sull'export di verde, e Marocco e Cina guadagnano peso come mercati alternativi;
- Il caffè solubile, aggiunto al perimetro a luglio, sarà soggetto all'EUDR solo dal 30 dicembre 2027, un anno dopo il verde: un incentivo indiretto alla trasformazione locale;
- Per gli operatori europei il rischio si sposta su interruzioni di fornitura e volatilità dei prezzi, mentre i dati georeferenziati raccolti per la conformità possono diventare base per strumenti assicurativi agricoli e parametrici rivolti ai piccoli produttori.