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L'Ue stanzia 6,1 mld di euro all’Ucraina per nuovi acquisti militari nel giorno della sua indipendenza

Cos’è successo
Il 24 agosto 1991, mentre a Mosca falliva il tentativo di golpe contro Mikhail Gorbaciov, il parlamento ucraino proclamò l'indipendenza dall'Unione Sovietica, un atto ratificato pochi mesi dopo da un referendum popolare con oltre il 90% dei consensi. Fu la prima volta in secoli che l'Ucraina si autodeterminava come Stato sovrano, dopo essere stata per lungo tempo parte dell'impero russo e poi dell'Urss. È proprio in quella data, oggi, che la Commissione europea ha scelto di annunciare l'approvazione di 6,1 miliardi di euro per nuovi acquisti di materiale bellico destinati a Kiev, tra sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar: una scelta di calendario che la presidente Ursula von der Leyen ha reso esplicita, dichiarando che "nel giorno dell'indipendenza dell'Ucraina, l'Europa dimostra che il proprio sostegno è incrollabile e concreto".
Non è un dettaglio simbolico da poco: l'invasione russa avviata nel febbraio 2022, dopo l'annessione della Crimea nel 2014, rappresenta in forma plastica il rifiuto di Mosca di accettare proprio quell'atto di autodeterminazione compiuto 35 anni fa, la pretesa che Kiev non abbia mai avuto il diritto di scegliere autonomamente il proprio destino politico e le proprie alleanze.
Perché conta
- I nuovi fondi rientrano nel prestito di sostegno all'Ucraina (Ukraine Support Loan, UASL) da 90 miliardi di euro, e si aggiungono ai 16 miliardi di euro di piani di approvvigionamento già approvati, dei quali finora sono stati erogati 8,35 miliardi: la gran parte delle nuove armi proverrà da aziende europee del settore della difesa;
- L'urgenza è dettata dall'intensificarsi degli attacchi russi: solo nel mese di luglio sono stati registrati 376 attacchi missilistici, e la Commissione sottolinea la necessità di un aumento significativo delle consegne europee attraverso lo smaltimento delle scorte esistenti, la riorganizzazione degli ordini in corso e l'accelerazione della produzione;
- Il prestito complessivo da 90 miliardi prevede 30 miliardi di aiuti al bilancio ucraino e 60 miliardi per la difesa nel biennio 2026-2027, di cui 28,3 miliardi destinati nel solo 2026 a rafforzare la capacità industriale della difesa ucraina, in un percorso che punta anche a una gradualmente integrazione di Kiev nella base tecnologica e industriale della difesa europea.
Adesso
- Nel breve termine, l'Ucraina dovrà presentare alla Commissione i contratti firmati con le aziende europee della difesa per poter richiedere l'erogazione dei fondi appena approvati: la Commissione esaminerà ogni contratto prima di procedere ai pagamenti, per verificare che l'assistenza finanziaria venga usata per gli acquisti concordati con gli Stati membri;
- Sull'orizzonte dell'intero 2026, la decisione del Consiglio del 23 aprile che ha allocato fino a 45 miliardi di euro per l'anno, di cui 16,7 miliardi di sostegno al bilancio (divisi in parti uguali tra Ukraine Facility e assistenza macrofinanziaria) e 28,3 miliardi per la capacità industriale della difesa, implica che altre tranche di finanziamento sono da attendersi nei prossimi mesi, sulla base delle richieste ucraine e dei contratti effettivamente firmati;
- Guardando al 2027, la struttura del prestito UASL, adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio con il regolamento (UE) 2026/467 di febbraio, si estende fino a fine 2027: significa che nuove decisioni di attuazione e nuovi stanziamenti sono attesi anche nel prossimo anno, sempre condizionati all'evoluzione dei bisogni ucraini e soggetti a monitoraggio, in un quadro complessivo che dal 2022 ha già portato l'Unione europea e i suoi Stati membri a fornire 220,2 miliardi di euro di sostegno complessivo a Kiev, inclusi 3,8 miliardi ricavati dai proventi dei beni russi immobilizzati.