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L'Ue rinvia al 2027 l'obbligo per ogni Stato di avere un ambiente di test per l'AI, oggi attivo solo in Spagna

Cos’è successo
Il regolamento (UE) 2026/1744 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 luglio ed è in vigore dal 27. Sposta al 2 agosto 2027 il termine entro cui ogni Stato membro deve avere operativa almeno una sandbox nazionale per l'intelligenza artificiale.
Una sandbox è un perimetro delimitato in cui un'impresa sviluppa e collauda un prodotto sotto supervisione diretta dell'autorità, per un tempo definito e su un piano concordato caso per caso. Lo strumento nasce nel 2016 con la Financial Conduct Authority britannica. Il rinvio arriva su un quadro già scoperto: la rilevazione più recente ripresa dall'EPRS, aggiornata ad agosto 2025, contava una sola sandbox davvero attiva, quella spagnola, cinque in costruzione, quattro annunciate e sedici Paesi senza piani comunicati.
Perché conta
Il primo equivoco da sciogliere è che la sandbox sia una franchigia. Non lo è: le norme inderogabili restano, quello che cambia è che il regolatore guarda il prodotto mentre viene costruito e non tre anni dopo, e che chi entra esce con un'interpretazione scritta di come le regole si applicano al suo caso. Il secondo equivoco è che l'Europa non ne abbia. Ne ha troppe, verticali e nazionali: l'Italia una sandbox fintech dal 2021, la Spagna una sull'IA dal 2023, e nessuna delle due vale oltre il proprio confine nazinoale. Il rinvio poi non sospende tutto: gli obblighi sull'alto rischio dell'Allegato III slittano al 2 dicembre 2027 e quelli sull'IA incorporata in prodotti regolati al 2 agosto 2028, mentre gran parte della trasparenza dell'articolo 50 si applica dal 2 agosto 2026. Il punto quindi non è comprare tempo sulla compliance, è ottenere interpretazioni operative prima che standard e prassi di vigilanza si consolidino.
- La Spagna ha aperto la sua nel 2025 con 12 sistemi ad alto rischio in sei settori e AESIA ne ha ricavato 16 guide pubblicate il 16 dicembre, non vincolanti ma oggi il materiale più operativo disponibile in Europa;
- L'Italia una sandbox ce l'ha già, il D.M. 100/2021 del MEF, che ha però aperto due sole finestre in quattro anni, tanto che dal 1° aprile 2025 il Tesoro consulta un regolamento sostitutivo per semplificare l'accesso;
- Sì, ma il rinvio premia chi era già pronto: l'EPRS avverte che capacità disomogenee spingono i fornitori verso le sandbox meno esigenti, e il regolamento non introduce mutuo riconoscimento. La Banca mondiale segnala inoltre che una sandbox mal dotata aggiunge oneri invece di toglierli.
Adesso
- Il 9 settembre il collegio dovrebbe presentare l'European Innovation Act, il regolamento orizzontale che dovrebbe unificare le sandbox europee, dopo il seminario di programmazione del 4. Il test non è la data, è il contenuto: mutuo riconoscimento delle sandbox nazionali oppure una clausola di coordinamento fra 27 autorità che oggi non si parlano;
- Il 10 ottobre scade la delega della legge 132/2025. Lo schema AG 421, approvato in via preliminare il 10 giugno, istituisce lo Spazio di sperimentazione italiano per l'IA e affida ad AgID la notifica e ad ACN la vigilanza di mercato. Se non è perfezionato entro quella data la delega decade e serve un nuovo veicolo normativo;
- Il 2 agosto 2027 è la nuova deadline e l'AI Office ha ora la facoltà, non l'obbligo, di aprire una sandbox europea. Arco plausibile: regole identiche e interpretazioni diseguali per almeno un biennio, con Londra che intanto attua il Regulation for Growth Bill del King's Speech del 13 maggio, dettagliato l'8 luglio con poteri di disapplicazione temporanea delle norme durante i test.