News & BusinessAssicurazioni
L'Ue approva la misura per cui dopo 22 settimane la disoccupazione sarà pagata dal Paese dell'ultimo lavoro

Cos’è successo
Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato la revisione del Regolamento 883/2004 e del Regolamento 987/2009, completando uno dei dossier sociali più complessi dell'ultimo decennio. La riforma aggiorna il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale per adattarlo alla crescente mobilità dei lavoratori europei, intervenendo su disoccupazione transfrontaliera, assistenza di lungo periodo, distacco dei lavoratori e digitalizzazione delle procedure amministrative. L'ultimo passaggio sarà il voto del Parlamento europeo previsto a luglio.
La modifica più rilevante riguarda i lavoratori frontalieri. In futuro, dopo almeno 22 settimane di lavoro nell'ultimo Stato di occupazione, sarà quest'ultimo e non più il Paese di residenza a sostenere il costo delle indennità di disoccupazione. Contestualmente, la riforma introduce per la prima volta una disciplina europea sulla long-term care, rafforza gli strumenti antifrode, amplia lo scambio automatico di dati tra amministrazioni nazionali e accelera la digitalizzazione dei sistemi di sicurezza sociale, con maggiore interoperabilità tra gli Stati membri.
Perché conta
Per il settore assicurativo e previdenziale, la riforma modifica il funzionamento del welfare europeo e rafforza l'infrastruttura amministrativa sulla quale si basano numerosi prodotti assicurativi e servizi pensionistici.
- La long-term care entra stabilmente nel diritto europeo. Per la prima volta viene introdotta una definizione europea delle prestazioni di assistenza a lungo termine e la Commissione predisporrà un elenco comune delle prestazioni riconosciute. Questo aumenta la certezza giuridica per cittadini mobili, pensionati e lavoratori frontalieri e favorisce una maggiore integrazione tra sistemi pubblici e coperture assicurative LTC nei diversi Stati membri;
- La gestione delle prestazioni transfrontaliere diventa molto più digitale e verificabile. La riforma rafforza lo scambio automatico di dati, introduce procedure completamente digitali, amplia l'utilizzo dell'identità digitale europea e attribuisce maggiori poteri di coordinamento all'European Labour Authority. Per assicuratori, fondi pensione e operatori welfare questo riduce il rischio di frodi amministrative e migliora la qualità delle informazioni utilizzabili nella gestione dei sinistri e delle prestazioni;
- Cambia la distribuzione dei costi del welfare tra gli Stati membri. Lo spostamento dell'onere della disoccupazione verso il Paese dell'ultimo impiego modifica gli equilibri finanziari dei sistemi nazionali. Il caso del Lussemburgo è emblematico: il Governo stima un costo aggiuntivo di circa 200 milioni di euro annui, pur avendo ottenuto un periodo transitorio fino al 2033 per adeguare amministrazione, sistemi informatici e procedure.
Adesso
- Il Parlamento europeo dovrà approvare formalmente la riforma; successivamente entrerà in vigore dopo il consueto periodo di recepimento previsto dalla normativa europea;
- Gli Stati membri dovranno investire nell'integrazione digitale dei propri sistemi di sicurezza sociale, sviluppando piattaforme interoperabili e nuovi strumenti di scambio dati tra amministrazioni;
- Per assicurazioni, fondi pensione e operatori della protezione sociale aumenterà l'importanza di prodotti e servizi pensati per una mobilità lavorativa sempre più europea, in particolare nei segmenti long-term care, welfare integrativo e prestazioni transfrontaliere.
Fonte
https://delano.lu/article/the-european-council-approves-the-reform-of-unemployment-insurance