Policy NewsEconomia & Mercati
L'OCSE classifica 4 tipologie di tasse dalla più alla meno dannosa per la crescita economica
3 min di lettura

Cos’è successo
Le tasse finanziano la spesa pubblica, ma cambiano il comportamento di chi le paga: abbassano il rendimento per unità di sforzo e spostano le decisioni su lavoro, risparmio e investimento. Su questa base l'OCSE ha costruito una classifica delle imposte in base al danno che infliggono alla crescita. Dalla peggiore alla migliore: tassa sul reddito delle società, tassa sul reddito personale, tassa sui consumi, e tasse sugli immobili (property tax). Il risultato chiave: spostare l'1% del gettito dalle imposte sul reddito verso consumi o immobili alza il PIL pro capite tra 0,25 e 1 punto nel lungo periodo.
Perché conta
- La classifica ribalta l'intuizione politica. Le imposte meno dannose per la crescita sono quelle che nessun governo riesce davvero a incassare: l'OCSE osserva che il gettito dalle tasse sugli immobili resta marginale quasi ovunque, perché la leva è in mano agli enti locali ed è politicamente tossica;
- Le tasse più dannose, invece, colpiscono la base più mobile. In un mercato unico dove profitti e brevetti si spostano con un atto notarile, l'imposta sui redditi societari è quella che si erode da sola;
- La tenuta dei conti pubblici dipende quindi meno dal livello delle aliquote e più da quale base imponibile resta ferma quando le altre si muovono. È un vincolo strutturale, non un problema di volontà politica;
- Tagliare l'aliquota societaria dal 35 al 30% riduce il costo d'uso del capitale del 2,8% e alza il rapporto investimenti/capitale dell'1,9% nel lungo periodo.
Adesso
- Tenere d'occhio il ritorno della land value tax come alternativa alla patrimoniale. In Italia la proposta di legge popolare "1% Equo", depositata in Cassazione il 7 maggio, colpisce i patrimoni oltre i 2 milioni e raccoglie firme fino al 15 novembre 2026. Colpisce lo stock di ricchezza ovunque si trovi: è esattamente la base mobile che l'OCSE sconsiglia di inseguire;
- Il banco di prova è quello del Regno Unito. Andy Burnham, premier dal 20 luglio e sostenitore storico della LVT, ha escluso il 27 luglio di usarla per sostituire la council tax. Resta in piedi la sovrattassa sulle case oltre i 2 milioni di sterline dal 2028: l'Autumn Budget 2026 ci dirà se la riforma sarà della base o solo un ritocco delle aliquote;
- Il precedente americano è istruttivo. A Detroit è fermo da tre anni in Michigan un piano che separa la tassazione di suolo ed edifici: taglia di circa il 70% l’imposta su edifici e fabbricati e aumenta quella sui terreni, in particolare se vuoti o sottoutilizzati. L’idea è di non scoraggiare costruzioni e ristrutturazioni, ma rendere più costosa la rendita da suoli tenuti inattivi. Conferma il punto dell’OCSE: la tassa meno distorsiva è anche la più difficile da far approvare.