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L'Italia e altri Paesi Ue chiedono la soppressione della proposta di non tassare l'elettricità più del gas
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Cos’è successo
L'Italia e un nutrito gruppo di Paesi Ue vogliono eliminare una disposizione della Commissione europea volta a garantire che l’elettricità non sia tassata più del gas naturale.
La disposizione in questione è contenuta nella proposta della Commissione europea per la riduzione degli oneri di rete: con questo termine si intendono i costi addebitati agli utenti per il mantenimento delle infrastrutture di trasporto e distribuzione dell'elettricità. Oltre all’Italia, a opporsi alla disposizione di Bruxelles ci sono ad esempio l’Austria, la Svezia, la Finlandia, l’Estonia, la Lituania, la Cechia e la Slovacchia.
Perché conta
- Per incoraggiare l’elettrificazione dei consumi, anche alla luce dell’obiettivo del 46% al 2040, la Commissione vorrebbe ridurre il carico fiscale sull’elettricità in modo da renderla più conveniente rispetto al gas, che storicamente è stata la fonte energetica di riferimento per le famiglie e le industrie;
- Un gruppo di Paesi ha però accusato la Commissione di aver inserito una misura assimilabile a una tassa in una proposta che dovrebbe invece riguardare la riduzione dei costi delle reti elettriche: temono cioè che Bruxelles abbia aggirato il principio di unanimità sulle riforme fiscali, e che questa mossa possa portare alla perdita del diritto di veto degli Stati membri;
- La Commissione europea sostiene che non sia possibile proporre dei canoni di utilizzo delle reti senza affrontare la questione della tassazione.
Adesso
- I Paesi si oppongono in particolare all’introduzione dell’articolo 18c sulla tassazione dell’energia, che impone un differenziale di aliquota tra elettricità e gas al fine di favorire l’elettrificazione. Pensano che la base giuridica scelta dalla Commissione (l’articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) sia inappropriata e che costituisca un precedente per aggirare la sovranità fiscale nazionale, dato che la materia fiscale richiede l’unanimità in Consiglio e dovrebbe piuttosto venire discussa nell’ambito della direttiva 2003/96/CE sulla tassazione dell'energia;
- I Paesi hanno anche sottolineato che il confronto tra gas ed elettricità è improprio, trattandosi nel primo caso di una fonte di energia e nel secondo caso di un vettore (cioè di un “contenitore” dell’energia utilizzata per produrla);
- I Paesi, infine, ritengono che la proposta dei Bruxelles sia orientata verso un’armonizzazione rigida delle tariffe di rete, che limiterebbe la flessibilità e l’indipendenza delle autorità di regolazione nazionali. Anche perché i vari contesti nazionali differiscono in maniera significativa per caratteristiche delle infrastrutture, geografia e composizione dei mix energetici.