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Con le politiche climatiche attuali, l'Unione europea taglierà le emissioni solo del 69% al 2040 rispetto al 90% previsto

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Con le politiche climatiche attuali, l'Unione europea taglierà le emissioni solo del 69% al 2040 rispetto al 90% previsto

Cos’è successo

A marzo l’Unione europea ha completato il processo legislativo per l’adozione del nuovo obiettivo comunitario di riduzione netta delle emissioni di gas serra al 2040: il taglio dovrà essere del 90% rispetto ai livelli del 1990.

Ora la Commissione ha avviato l’iter per riscrivere il framework di regole climatiche che, dal 2031 al 2040, dovranno tradurre questo obiettivo in misure concrete per i Paesi membri. Il pacchetto “Fit for 55”, infatti, copre fino al 2030.

Perché conta

  • La seconda Commissione guidata da Ursula von der Leyen sta cercando di trovare un equilibrio tra il mantenimento dell’ambizione climatica e il sostegno alla competitività industriale: di conseguenza, ha optato per la revisione e semplificazione di alcuni aspetti del Green Deal in modo da ridurre i costi per le imprese. Ad esempio, con il pacchetto Omnibus di febbraio 2025 ha stimato risparmi per 6,3 miliardi di euro in costi amministrativi annui per le imprese;
  • La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (cioè la direttiva che introduce degli obblighi di verifica della sostenibilità ambientale e sociale delle grandi aziende) è già stata semplificata per tenere conto della complessità delle filiere. Il 90% delle aziende è stato sollevato dagli obblighi del Carbon Border Adjustment Mechanism (il dazio sulle merci ad alto contenuto di CO2 provenienti dall’esterno dell’Unione europea). Più recentemente, la Commissione ha proposto una modifica dell'ETS (il sistema per lo scambio delle quote di CO2) contenente un rallentamento del tasso di riduzione annuo delle quote disponibili dal 2031;
  • D’altra parte, l’Unione europea deve fare di più per riuscire a rispettare i target climatici fissati. Secondo le proiezioni dell’Agenzia europea dell’ambiente, con le politiche attuali il blocco arriverebbe a un taglio del 54% delle emissioni al 2030 (contro il 55% promesso) e solo del 69% nel 2040, (ben lontano dal 90%). Il nuovo framework, dunque, dovrà colmare questo divario.

Adesso

  • I negoziati veri e propri tra la Commissione e il Consiglio per il nuovo framework si svolgeranno nel 2027;
  • Tra le questioni da affrontare ci sono il grado di flessibilità concesso ai Paesi membri, il ruolo dei crediti internazionali e degli assorbimenti naturali di carbonio (LULUCF);
  • La Commissione ha fatto sapere che valuterà la normativa sul clima tenendo conto della competitività, dei prezzi dell’energia, degli assorbimenti netti a livello comunitario e della flessibilità offerta ai singoli Paesi nell’utilizzare crediti internazionali per realizzare i loro obiettivi sulle emissioni per il periodo post-2030.

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