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I proprietari di impianti fotovoltaici dovranno rispettare 3 obblighi per uscire in anticipo dagli incentivi

Cos’è successo
Il ministero dell’Ambiente ha definito le regole per consentire ai proprietari di impianti fotovoltaici di uscire in anticipo dagli incentivi del Conto Energia, in cambio di un corrispettivo economico erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Il decreto riguarda gli impianti con potenza incentivata superiore a 20 kilowatt che ricevono tariffe fisse o premi non legati all’andamento del prezzo dell’elettricità, per un contingente complessivo massimo di 10 gigawatt. L’uscita anticipata sarà possibile dal 1° gennaio 2028.
In cambio del corrispettivo, gli operatori dovranno rifare integralmente gli impianti entro il 31 dicembre 2030, utilizzando esclusivamente moduli fotovoltaici iscritti al registro delle eccellenze tecnologiche previsto dalla normativa. Gli interventi dovranno aumentare la producibilità di almeno il 30% per gli impianti su tetto o in aree agricole e del 100% per gli altri impianti, compresi quelli a terra in aree industriali. I produttori dovranno inoltre stipulare contratti a termine per la vendita dell’energia corrispondente alla potenza residua.
Perché conta
- Ridurre gli oneri in bolletta. Il decreto punta a diminuire la cosiddetta componente ASOS degli oneri generali di sistema, che finanzia anche il sostegno alle fonti rinnovabili e grava sulle bollette elettriche. L’uscita anticipata dagli incentivi dovrebbe ridurre questo costo;
- Rinnovare gli impianti fotovoltaici esistenti. La misura lega il pagamento del corrispettivo al rifacimento integrale dei parchi solari e a un aumento significativo della produzione elettrica (repowering, in gergo). L’obiettivo è valorizzare i siti già utilizzati, sostituendo tecnologie meno efficienti con moduli più performanti;
- Sostenere la filiera tecnologica europea. L’obbligo di impiegare moduli iscritti al registro delle eccellenze tecnologiche introduce un vincolo sulla provenienza e sulle caratteristiche della componentistica. Il decreto punta così a indirizzare gli investimenti verso tecnologie che rispettino i requisiti previsti dalla normativa italiana ed europea, e a ridurre la dipendenza manifatturiera dalla Cina.
Adesso
- Il GSE avrà 30 giorni di tempo per pubblicare le regole operative, con i modelli per le domande, i criteri di calcolo e gli schemi contrattuali. Entro i successivi dieci giorni dovrà pubblicare l’avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse. Gli operatori avranno 30 giorni dalla pubblicazione delle regole operative per presentarle;
- La gara per l’assegnazione della capacità disponibile dovrà concludersi entro il 30 giugno 2027 e servirà a ripartire la quota dei 10 GW non riservata all’accesso diretto. L’esito determinerà quali operatori potranno abbandonare anticipatamente gli incentivi e ricevere il corrispettivo, assumendo l’obbligo di ammodernare gli impianti;
- I risparmi in bolletta, però, dipenderanno dall’attuazione della misura. È possibile che la riduzione degli incentivi e l’aumento della produzione degli impianti rinnovati contribuiscano a contenere gli oneri di sistema e a migliorare l’efficienza del parco fotovoltaico italiano. L’effettiva entità dei risparmi, tuttavia, dipenderà dal numero di impianti che aderiranno, dai costi dei corrispettivi e dai risultati degli interventi.