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L'Europa perde 6,7 milioni di tonnellate di patate dopo 5 ondate di caldo estive

Cos’è successo
Le ondate di caldo estive hanno distrutto circa 3,1 milioni di tonnellate di patate in Europa, per un valore stimato tra 400 e 620 milioni di euro, secondo l'analisi della no-profit Energy and Climate Intelligence Unit (ECIU). A questa perdita si somma il mancato raccolto di altre 3,6 milioni di tonnellate, frutto della scelta dei produttori di ridurre le semine dopo il surplus record del 2025. La produzione nei quattro principali Paesi produttori europei - Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi -dovrebbe crollare dalle 27,3 milioni di tonnellate del 2025 a una forbice tra 19,5 e 20,5 milioni di tonnellate quest'anno.
Nel 2025, il surplus aveva fatto crollare i prezzi di riferimento belgi quasi a zero, spingendo gli agricoltori a distruggere il prodotto invecchiato o a darlo in pasto al bestiame. I nuovi dazi Usa e la concorrenza asiatica sulle patatine surgelate avevano poi convinto molti produttori a ridurre le superfici coltivate. A quel punto sono arrivate 5 ondate di caldo consecutive che hanno colpito volume e qualità del raccolto. In Francia le rese sono ai minimi da oltre 30 anni, con l'unica eccezione della siccità del 2022, e in alcuni casi risultano inferiori del 20% alla media.
Perché conta
- La struttura contrattuale del settore amplifica il danno: circa l'80% delle patate da lavorazione è oggi venduto con contratti fissati prima del raccolto, contro il 50-60% degli anni precedenti. Chi ha firmato ai prezzi bassi del glut 2025 resta bloccato mentre il mercato libero corre;
- Il differenziale di prezzo è già drammatico: le patate da lavorazione di nuovo raccolto arrivano fino a 250 euro a tonnellata in alcune aree europee, contro i 30 euro di un anno fa. Le patate da tavola francesi sono passate da 310 a 520 euro a tonnellata tra inizio agosto e il 3 settembre;
- Il caso è sintomo di una tendenza più ampia: il Nordovest Europa ha registrato quattro raccolti di patate colpiti dalla siccità dal 2018, alternati a inverni e primavere troppo piovosi per la semina. Un'agricoltura sempre più esposta a un'oscillazione tra troppa e troppo poca acqua.
Adesso
- Le scorte residue del raccolto abbondante del 2025 dovrebbero coprire la domanda fino a Natale, ma si tratta solo di un rinvio della stretta sul mercato;
- L'effetto sui consumatori dovrebbe diventare visibile sugli scaffali dei supermercati entro Pasqua, secondo le stime di settore;
- Per i produttori, la partita si gioca ora sulla rinegoziazione dei contratti: chi resta legato ai prezzi pattuiti prima della siccità rischia di incassare meno pur avendo meno tonnellate da vendere, mentre l'industria di trasformazione ha già iniziato ad allentare gli standard dimensionali per assorbire tuberi più piccoli del normale.