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517 milioni di franchi, la Svizzera approva l'accordo col Mercosur (che non è quello dell'Ue)

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517 milioni di franchi, la Svizzera approva l'accordo col Mercosur (che non è quello dell'Ue)

Cos’è successo

Il Parlamento svizzero ha approvato l'accordo di libero scambio tra i Paesi EFTA e il Mercosur. Dopo il via libera del Consiglio degli Stati, mercoledì anche il Consiglio Nazionale ha dato il proprio assenso con 118 voti favorevoli, 66 contrari e 10 astensioni, approvando al tempo stesso un pacchetto di compensazione da 517 milioni di franchi in sei anni a sostegno del settore agricolo svizzero, per attutire l'impatto della liberalizzazione commerciale sugli agricoltori nazionali.

Non è, come si potrebbe pensare, l'accordo Mercosur di cui si parla più spesso, quello negoziato dall'Unione Europea. Si tratta di due intese distinte, firmate da attori diversi. L'accordo approvato ora in Svizzera è quello tra l'EFTA, l'Associazione europea di libero scambio che riunisce Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, cioè i Paesi europei che non fanno parte dell'Ue, e i quattro membri del Mercosur, Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. Le due parti avevano concluso i negoziati nel luglio 2025 e firmato l'accordo il 16 settembre dello stesso anno a Rio de Janeiro, creando una zona di libero scambio di quasi 300 milioni di persone e un Pil combinato di oltre 4.300 miliardi di dollari.

Perché conta

Le due intese, quella EFTA e quella Ue, condividono la controparte sudamericana ma restano percorsi negoziali e politici completamente separati, con tempistiche e implicazioni diverse.

  • L'accordo Ue-Mercosur è molto più ampio e politicamente più complesso: il 9 gennaio 2026 gli Stati membri Ue hanno autorizzato la firma sia del Partenariato Ue-Mercosur (EMPA), che aggiunge un pilastro politico e di cooperazione e richiede quindi la ratifica di tutti i 27 Parlamenti nazionali in quanto accordo misto, sia dell'Accordo Interinale di Commercio (iTA), limitato alla sola liberalizzazione commerciale di competenza esclusiva Ue e quindi più rapido da ratificare; il precedente del CETA con il Canada, firmato nel 2017 e ancora privo di ratifica completa dopo che solo 17 Stati su 27 hanno concluso l'iter nazionale, fa temere ritardi simili anche per l'intesa con il Mercosur;
  • L'accordo EFTA-Mercosur segue una strada di ratifica più snella ma non ancora conclusa: entrerà in vigore non appena il primo Stato EFTA e il primo Stato Mercosur avranno depositato i rispettivi strumenti di ratifica presso la Norvegia, depositaria dell'accordo; in Svizzera resta ancora da sciogliere un nodo tra le due Camere sui fondi destinati a progetti nella foresta amazzonica, con il Consiglio degli Stati che vuole un contributo almeno pari all'attuale cooperazione internazionale svizzera e il Consiglio Nazionale che preferisce stanziare 25 milioni di franchi aggiuntivi, avendo respinto la proposta di socialisti, verdi e liberali verdi di portarli a 50 milioni;
  • Il fronte del no è già organizzato e punta al referendum: subito dopo il voto del Consiglio Nazionale, l'Alleanza contro la deforestazione delle foreste pluviali ha annunciato la raccolta firme per un referendum, sostenendo che l'accordo sia stato approvato senza misure efficaci contro la deforestazione e il lavoro forzato, creando così incentivi sbagliati; la parola potrebbe quindi passare al popolo svizzero, secondo un meccanismo di democrazia diretta che non ha equivalenti nel processo di ratifica dell'accordo Ue.

Adesso

  • Il Consiglio degli Stati dovrà sciogliere il nodo amazzonico: la Camera alta svizzera è attesa pronunciarsi giovedì sul punto di disaccordo relativo ai fondi per la foresta pluviale, un passaggio tecnico che condizionerà la versione finale del testo prima di un eventuale referendum;
  • Per gli esportatori svizzeri i benefici attesi sono concreti: il nuovo accordo dovrebbe portare riduzioni tariffarie per circa il 98% delle esportazioni svizzere verso i quattro Paesi sudamericani, con risparmi doganali stimati in circa 155 milioni di franchi l'anno, mentre la Svizzera concede al Mercosur 25 contingenti bilaterali di importazione per prodotti agricoli, tra cui carne e vino;
  • La ratifica negli altri Paesi firmatari procede a velocità diverse: in Brasile l'accordo è stato sottoposto al Congresso ad aprile 2026 e deve ora passare sia dal Senato sia dalla Camera dei Deputati, mentre in Argentina l'intesa deve ancora essere presentata al Parlamento, un percorso che, come per l'accordo Ue-Mercosur, dipenderà dalla volontà politica di ciascun Paese firmatario di completare l'iter in tempi rapidi.

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