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L'Europa accelera sulla decarbonizzazione degli edifici, ma sono 220 milioni e aumenta il rischio stranded assets

Cos’è successo
Nel paper "From Kyoto to Paris and Glasgow: overview of international climate agreements and regimes, their limitations, and the role of energy efficiency and sufficiency", il ricercatore del JRC Paolo Bertoldi analizza l'evoluzione del quadro climatico internazionale e il ruolo centrale delle politiche europee di efficienza energetica. Il documento evidenzia come l'Unione Europea abbia progressivamente costruito una vera e propria architettura normativa della transizione energetica attraverso strumenti quali l'ETS, la Direttiva sull'Efficienza Energetica (EED), la Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD) e il pacchetto Fit for 55.
L'evoluzione dell'ETS verso un sistema con tetti alle emissioni sempre più stringenti, l'estensione prevista a nuovi settori come edilizia e trasporto stradale e l'obiettivo della Renovation Wave di raddoppiare il tasso di riqualificazione energetica degli edifici entro il 2030 stanno generando una trasformazione strutturale dell'economia europea e del valore degli asset.
Perché conta
La crescente intensità della regolazione climatica sta creando simultaneamente nuove opportunità di mercato e nuovi rischi di transizione.
- L'estensione dell'ETS a comparti finora meno esposti al prezzo del carbonio aumenta il numero di imprese soggette a carbon pricing, ampliando il rischio di compliance, di credito e di governance per i settori ad alta intensità energetica. Con l'aumento progressivo del costo delle emissioni, cresce la pressione economica sugli operatori meno preparati alla transizione;
- La Renovation Wave punta a portare il tasso di ristrutturazione energetica degli edifici almeno al 2% annuo su un patrimonio immobiliare europeo di circa 220 milioni di edifici, gran parte dei quali caratterizzati da basse prestazioni energetiche. Ciò genera un enorme mercato per investimenti in efficienza energetica, cantieri di riqualificazione, garanzie sulle performance energetiche e strumenti finanziari dedicati;
- Il rischio più rilevante riguarda però gli stranded assets: edifici, impianti industriali e flotte di veicoli che non riusciranno ad adeguarsi ai futuri standard normativi rischiano una progressiva perdita di valore economico. La svalutazione non dipende da eventi improvvisi ma da una traiettoria regolatoria ormai ampiamente prevedibile.
Adesso
- Nei prossimi anni l'Europa entrerà in una fase di accelerazione normativa in cui efficienza energetica, decarbonizzazione e riduzione delle emissioni diventeranno requisiti sempre più centrali per l'accesso al credito, agli investimenti e ai mercati;
- La riqualificazione energetica degli edifici rappresenta uno dei più grandi mercati di investimento della transizione europea, con opportunità che spaziano dalle infrastrutture alle tecnologie per l'efficienza, fino ai servizi energetici e alle soluzioni di finanziamento dedicate;
- Per investitori, banche e assicuratori il principale rischio non sarà tanto l'evento climatico fisico quanto la progressiva erosione del valore degli asset non conformi. Immobili inefficienti, impianti industriali ad alta intensità carbonica e flotte obsolete potrebbero subire un repricing strutturale nel corso del prossimo decennio, trasformando il rischio di transizione in una delle principali variabili di gestione del portafoglio.
Fonte
https://proceedings.eceee.org/papers/proceedings2022/3-284-22_Bertoldi_REV.pdf