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L'Etiopia produce 11,56 milioni di sacchi di caffè, ma i costi crescenti erodono i margini dei coltivatori

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L'Etiopia produce 11,56 milioni di sacchi di caffè, ma i costi crescenti erodono i margini dei coltivatori

Cos’è successo

Secondo l'Ethiopia Green Coffee Export Review pubblicato da Royal Coffee, i volumi di produzione etiope per l'anno commerciale 2025/26 sono in aumento, con 11,56 milioni di sacchi da 60 kg prodotti e 7,13 milioni di sacchi esportati. Il 2026 è stato un anno record per i prezzi pagati ai coltivatori per la ciliegia di caffè, ma i costi operativi crescenti stanno mettendo sotto pressione i margini lungo tutta la filiera.

In Uganda, quarto esportatore mondiale nel 2024 con 1,55 miliardi di dollari di export e 385.912 tonnellate (+62,7% su base annua), il prezzo al kg ad agosto 2026 è salito del 55,5% su base annua a 4,01 dollari, con l'Italia tra le principali destinazioni insieme a Marocco, Belgio, Portogallo e Russia.

Perché conta

  • Nonostante i prezzi record alla ciliegia abbiano sostenuto i ricavi dei coltivatori etiopi nell'ultimo anno, l'aumento dei costi operativi comprime i margini reali, un pattern coerente con quanto già osservato nell'analisi Fava Herb di luglio 2026 sul rapporto caffè-fertilizzante, salito da 2,25 a 4,97 sacchi di Arabica necessari per acquistare una tonnellata di fertilizzante;
  • Il grado AA, la classificazione qualitativa più alta del caffè keniota, resta relativamente protetta dalla correzione dei prezzi globali grazie al proprio posizionamento qualitativo: alla Nairobi Coffee Exchange il grado AA ha registrato in media circa 454 dollari per sacco da 50 kg nella stagione 2025/26, equivalente a circa 9,08 dollari al kg, un premio significativo rispetto all'Arabica commodity brasiliana, che non rende la Kenya immune alla correzione ma le offre una copertura parziale;
  • L'Uganda, con la Robusta all'80% della produzione, beneficia di una correzione di prezzo meno marcata rispetto all'Arabica, mentre affronta contemporaneamente la scadenza EUDR di dicembre 2026, che richiede tracciabilità a livello di singolo appezzamento per le esportazioni verso l'UE, un onere di compliance rilevante per un paese senza sbocco sul mare che instrada le proprie esportazioni attraverso il Kenya.

Adesso

  • Gli analisti di settore segnalano che il 2026 per il caffè africano è uno studio di verità simultanee: la produzione si espande in paesi chiave proprio mentre rotte di spedizione, costi di compliance e variabilità climatica complicano il tragitto dal parchment al porto, un contesto in cui la disponibilità sulla carta non sempre si traduce in sacchi consegnati puntualmente;
  • Per l'Etiopia, le previsioni indipendenti indicano un raccolto di circa 8,50 milioni di sacchi per l'anno in corso (ottobre 2025-settembre 2026), circa il 4,5% inferiore alla stagione precedente, con una proiezione mediana di 8,25 milioni di sacchi per il 2026/27, un dato che segnala margini di crescita più contenuti rispetto alle cifre record talvolta citate;
  • Per il settore assicurativo attivo su trade credit e business interruption nella filiera del caffè africano, la combinazione di prezzi record ma volatili, costi operativi crescenti e nuovi oneri di compliance conferma la necessità di un monitoraggio differenziato paese per paese, con Etiopia, Uganda e Kenya che mostrano profili di rischio ed esposizione ai prezzi globali sensibilmente diversi tra loro.

Fonte: 
https://royalcoffee.com/ethiopia-green-coffee-export-review/

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