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L'auto elettrica può già cedere fino a 40 kWh alla rete, le bollette bidirezionali potrebbero trasformarli in un guadagno per l'utente

Cos’è successo
La Commissione parlamentare per la Semplificazione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla trasparenza dei contratti pubblici e delle clausole contrattuali per l’accesso ai servizi, ha svolto recentemente l’audizione di Giorgio Tomassetti, amministratore delegato di Octopus Energy Italia.
Nel suo intervento, Tomassetti ha proposto di snellire il contenuto delle bollette (documenti meno lunghi, con meno voci e meno acronimi), di semplificare le procedure per l’allaccio alla rete degli impianti rinnovabili (da 90 a 30 giorni per le comunità energetiche) e di promuovere il passaggio a bollette bidirezionali (nelle quali il consumatore viene remunerato per l’energia immessa in rete e per i servizi di flessibilità offerti).
Perché conta
- Uno dei propositi della transizione energetica è proprio quello di rivoluzionare il ruolo dei cittadini nel mercato elettrico: non più soltanto consumatori passivi, ma parte attiva in veste di produttori. In gergo si parla di prosumer, cioè produttori e consumatori allo stesso tempo;
- Secondo Tomassetti, il mercato elettrico italiano è ancora tarato su un mix di generazione dominato dalle fonti fossili che non valorizza la cosiddetta “produzione distribuita”: le tecnologie rinnovabili sono adatte a un posizionamento sparso sul territorio e ad assumere una taglia piccola. Ad esempio, una coppia di pannelli solari può venire montata anche sul balcone o sul tetto di una casa; il proprietario, poi, può sfruttarne la produzione per l’autoconsumo oppure per venderla alla rete;
- La bolletta elettrica, dunque, potrebbe diventare uno strumento di gestione dell’energia, e non solo di pagamento. Già oggi i proprietari di impianti fotovoltaici possono ricevere un corrispettivo per l’elettricità immessa in rete attraverso i meccanismi gestiti dal GSE (la remunerazione media è di 0,10 €/kWh), mentre la partecipazione delle auto elettriche è ancora limitata a sperimentazioni.
Adesso
- I flussi bidirezionali potrebbero contribuire a semplificare la gestione della rete elettrica, che nei prossimi anni si farà più complessa per via dell’aumento della produzione intermittente da solare ed eolico. I prosumer parteciperebbero con le loro tecnologie: una pompa di calore potrebbe modificare il proprio funzionamento per non gravare sul sistema nelle fasi di picco, oppure la batteria di un’auto potrebbe caricarsi nei momenti di eccesso di offerta e restituire energia quando c’è bisogno;
- Le tecnologie per la ricarica bidirezionale delle batterie esistono, ma non sono molto diffuse. Non tutti i veicoli elettrici sono compatibili con le modalità Vehicle-to-Grid (l’auto cede energia alla rete) e Vehicle-to-Home (l’auto cede energia all’impianto domestico). Le wallbox bidirezionali hanno costi di acquisto e installazioni superiori ai modelli standard. Infine, le autorità di regolazione come l’ARERA stanno ancora definendo l’impianto normativo per la partecipazione delle auto elettriche al mercato della flessibilità;
- Un’auto con una batteria da 60 kilowattora potrebbe cedere 20-40 kWh senza scendere sotto la soglia minima di riserva: si tratta di una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno medio giornaliero di un’abitazione.