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L’aspettativa di vita supererà i 100 anni e quindi diventano instabili le polizze vita

Cosa è successo?
La logica stessa dell’assicurabilità è sotto pressione. Il report “30 Voices on 2030 — The Future of Insurance” di KPMG Belgium mostra che sempre più rischi (clima, cyber, longevità) stanno uscendo dal perimetro assicurativo tradizionale. Nei primi anni ’20, riassicuratori internazionali erano pronti a uscire da interi mercati (come il Belgio) per l’incertezza sui rischi climatici, rientrando solo dopo accordi formali con lo Stato. Sul cyber, gli attacchi sistemici organizzati non rispettano più i presupposti base dell’assicurazione (casualità e indipendenza degli eventi). Sul fronte vita, l’aspettativa di vita cresce di circa tre mesi l’anno, proiettando medie oltre i 100 anni e rendendo strutturalmente instabili i modelli attuariali attuali.
Perché è importante?
Il rischio non è solo tecnico, ma sistemico. Quando un rischio non è più modellabile con dati storici (alluvioni, siccità o attacchi cyber su larga scala) smette di essere pienamente assicurabile. Questo apre inevitabilmente spazio a nuovi patti pubblico-privato, dove lo Stato diventa riassicuratore di ultima istanza. Ma non tutti gli operatori possono stare in questo gioco: servono investimenti enormi in tecnologia attuariale, core system e AI. Alcuni player hanno già portato l’automazione dei processi (underwriting e claims) dal 30% fino all’80–90% in un decennio. Chi non riesce a sostenere questi investimenti resta fuori dalla capacità di prezzare il rischio, e quindi dal mercato.
E adesso?
Il vantaggio competitivo si sposta radicalmente: non più prodotto o distribuzione, ma capacità di modellare il rischio prima degli altri. Questo significa costruire oggi infrastrutture dati e modelli su clima, cyber e longevità che diventeranno lo standard di mercato. Chi arriva per primo definisce le regole: quali rischi restano assicurabili, a quali condizioni, e dove inizia l’intervento pubblico. Per gruppi assicurativi, la sfida non è adattarsi, ma decidere se essere tra i pochi che costruiscono questi modelli, o tra i molti che li subiscono.