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L’agricoltura nei Paesi OCSE è cresciuta del 33% in 30 anni, ma il 40% dell’azoto si disperde ancora

Cos’è successo
L'Organisation for Economic Co-operation and Development ha pubblicato il report Environmental Performance of Agriculture in OECD Countries 2026: Key Trends and Insights. Il documento mostra che tra il 1990 e il 2023 la produzione agricola OCSE è cresciuta del 33% mentre le emissioni assolute sono rimaste quasi stabili.
Tuttavia, il ritmo dei miglioramenti ambientali sta rallentando: la riduzione annua dell’intensità emissiva è passata dall’1,2% degli anni ’90 allo 0,4% dopo il 2000. Anche l’efficienza nell’uso di azoto e fosforo si è stabilizzata, con circa il 40% dell’azoto che continua a disperdersi nell’ambiente.
Perché conta
Il report suggerisce che l’agricoltura OCSE abbia raggiunto un plateau di efficienza ambientale.
- I miglioramenti incrementali non bastano più: i prossimi guadagni richiederanno trasformazioni strutturali come precision farming, pratiche rigenerative;
- Ma anche gestione avanzata dell’acqua e riduzione dell’intensità chimica e zootecnica;
- Per il settore agroalimentare europeo aumenta quindi il rischio di transizione legato a regolazione ambientale, pressione ESG e volatilità climatica.
Adesso
- Nei prossimi anni il focus si sposterà sempre più su tecnologie agricole, AI applicata all’agricoltura, monitoraggio ambientale e sistemi di ottimizzazione degli input;
- Per l’Italia il dossier è particolarmente rilevante: molte filiere agricole mediterranee affrontano simultaneamente siccità, aumento dei costi energetici;
- Ma anche pressione normativa UE su fertilizzanti, emissioni e qualità delle acque.