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L'agricoltura causa l'80% della deforestazione globale, da cui dipende oltre la metà del PIL mondiale

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L'agricoltura causa l'80% della deforestazione globale, da cui dipende oltre la metà del PIL mondiale

Cos’è successo

Un report pubblicato da OECD analizza l’impatto economico della perdita di biodiversità e il ruolo della finanza privata nella protezione degli ecosistemi. Secondo lo studio, oltre metà del PIL globale nel 2022 dipende moderatamente o fortemente da biodiversità e servizi ecosistemici come impollinazione, risorse idriche, pesca e sequestro del carbonio.

In uno scenario business-as-usual, il deterioramento degli ecosistemi potrebbe causare perdite economiche globali tra 90 e 225 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. Il report evidenzia inoltre che l’agricoltura è responsabile dell’80% della deforestazione globale e utilizza circa tre quarti delle risorse idriche dolci mondiali, mentre tre quarti degli stock ittici marini risultano sovrasfruttati o esauriti.

Perché conta

La biodiversità sta emergendo come nuova variabile strutturale di rischio fisico per assicurazioni, investitori e supply chain globali. Il problema non riguarda più solo la sostenibilità ambientale, ma la stabilità economica di interi settori produttivi.

  • Siccità, degrado idrico, perdita di impollinatori e collasso degli ecosistemi stanno diventando driver strutturali di perdita nei portafogli agricoli, property e liability esposti a filiere nature-dependent;
  • Il World Economic Forum considera perdita di biodiversità e collasso ecosistemico tra i quattro maggiori rischi globali del prossimo decennio, mentre l’85% delle grandi aziende mondiali dipende direttamente dalla natura per le proprie operazioni;
  • Solo il 2% delle aziende dispone di competenze specifiche sulla biodiversità nei board, creando un forte gap informativo per assicuratori che sottoscrivono D&O, professional liability e rischio credito di queste controparti.

Adesso

  • Assicuratori e riassicuratori potrebbero integrare progressivamente biodiversità e depletion degli ecosistemi nei modelli Nat Cat e nelle analisi di rischio fisico di lungo periodo;
  • Framework come Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), ENCORE e Natural Capital Protocol potrebbero diventare strumenti standard per valutare esposizioni nature-related nei portafogli;
  • Con l’aumento della pressione regolatoria e degli impatti climatici, le aziende ad alta dipendenza dalla natura potrebbero affrontare premi assicurativi più elevati, maggiori richieste di disclosure e restrizioni di underwriting entro la fine del decennio.

Fonte

https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2026/05/scaling-up-private-action-for-nature_d92b684c/cae9a3dc-en.pdf

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