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L'80% dei dati sanitari resta inutilizzato e i gemelli digitali, le copie virtuali dei pazienti, puntano a trasformarli in decisioni cliniche

Cos’è successo
Secondo diverse stime, fino all'80% dei dati sanitari prodotti ogni giorno resta inutilizzato: immagini diagnostiche, cartelle cliniche elettroniche, dati genomici e informazioni raccolte dai dispositivi indossabili raramente vengono integrati in modo efficace nelle decisioni cliniche. È proprio da questa enorme quantità di informazioni inutilizzate che sta prendendo forma il concetto di digital twin, una copia virtuale del paziente costruita combinando dati biologici, clinici e ambientali.
Le piattaforme oggi in sviluppo consentono già di riprodurre digitalmente organi e pazienti per simulare l'evoluzione di una malattia o prevedere la risposta a un trattamento prima di intervenire sul paziente reale. Sebbene la tecnologia sia ancora nelle fasi iniziali e richieda importanti validazioni cliniche, rappresenta uno dei filoni più promettenti della medicina computazionale e della medicina di precisione.
Perché conta
- La medicina diventa predittiva. Invece di basarsi solo sull'esperienza clinica o sui dati storici, i medici potrebbero simulare diverse strategie terapeutiche su un modello virtuale del paziente, identificando quella con la maggiore probabilità di successo prima ancora di iniziare il trattamento;
- Cambia il modo di sviluppare nuovi farmaci. I digital twin potrebbero affiancare gli studi clinici tradizionali, riducendo tempi, costi e numero di pazienti necessari nelle prime fasi di sperimentazione e permettendo di selezionare con maggiore precisione i candidati alle nuove terapie;
- L'intelligenza artificiale entra nella pratica clinica quotidiana. Il valore dell'AI non sarà solo analizzare grandi quantità di dati, ma integrarli in modelli dinamici e personalizzati capaci di supportare diagnosi, prognosi e decisioni terapeutiche in tempo reale.
Adesso
- Serviranno standard condivisi per validare clinicamente i modelli digitali. Prima di essere utilizzati nella pratica assistenziale, i digital twin dovranno dimostrare affidabilità, riproducibilità e capacità di migliorare concretamente gli esiti clinici;
- I regolatori dovranno definire nuove regole. EMA, FDA e altre autorità saranno chiamate a stabilire come integrare le simulazioni digitali nei percorsi autorizzativi, negli studi clinici e nelle decisioni terapeutiche, garantendo trasparenza e sicurezza;
- Entro il prossimo decennio i digital twin potrebbero diventare uno strumento di routine in oncologia, cardiologia, chirurgia complessa e medicina intensiva, contribuendo a una transizione dalla medicina "reattiva" a una medicina sempre più predittiva, personalizzata e preventiva.