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Industria, boom data centers e aumento dei rischi infrastrutturali
Cosa è successo?
Il report McKinsey “Charging ahead: Electrification equipment trends to watch in 2026” evidenzia che la transizione verso sistemi energetici elettrificati sta incontrando vincoli strutturali nella supply chain e nel mercato del lavoro. I costi dei trasformatori elettrici sono aumentati drasticamente dal 2019: fino al 77% per i trasformatori di potenza e al 98% per quelli di distribuzione. Parallelamente, i produttori registrano backlog record: Siemens Energy ha segnalato ordini per tecnologie di rete pari a circa 38 miliardi di euro nel 2025. Anche la forza lavoro rappresenta un limite: l’occupazione globale nelle infrastrutture di rete è oggi di circa 8 milioni di lavoratori, ma serviranno 1,5 milioni di addetti aggiuntivi entro il 2030.
Perché è importante?
Le strozzature della supply chain e i tempi di consegna lunghi (fino a 18–24 mesi per trasformatori a media tensione) aumentano il rischio di ritardi e sforamenti dei costi nei progetti energetici. Questo può tradursi in contenziosi contrattuali e richieste di indennizzo legate a ritardi nell’avvio dei progetti (delay-in-startup) o interruzioni della supply chain.
E adesso?
Parallelamente, la crescita di data center e industrie elettrificate sta generando nuovi shock di domanda elettrica. La capacità globale dei data center potrebbe più che raddoppiare tra il 2025 e il 2030, arrivando a rappresentare oltre il 5% del consumo globale di elettricità e oltre il 20% della crescita della domanda. Negli Stati Uniti i data center potrebbero superare il 10% della domanda nazionale di elettricità entro il 2030, aumentando l’esposizione assicurativa legata a blackout, instabilità delle reti e protezione delle infrastrutture digitali critiche.