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India: 100% FDI nel settore assicurativo
Cosa è successo?
Il DPIIT ha liberalizzato completamente il settore assicurativo indiano, consentendo fino al 100% di investimento straniero diretto tramite automatic route, senza approvazione governativa preventiva. Il limite precedente era al 74%. La riforma segue un percorso graduale durato due decenni: dal 26% del 2000, al 49% nel 2015, al 74% nel 2021. Restano in vigore la supervisione dell'IRDAI, l'Insurance Act 1938 e il requisito che almeno una figura apicale sia cittadino indiano residente.
Perché è importante?
L'India è il decimo mercato assicurativo mondiale per premi nominali, con un volume stimato da Swiss Re a circa 148 miliardi di dollari nel 2024 e una penetrazione al 3,7% del PIL, circa la metà della media globale del 7,1%. Il gap è opportunità strutturale. La riforma elimina il rischio politico discrezionale che storicamente frenava gli investitori istituzionali europei, rendendo possibile il pieno controllo societario senza iter ministeriali. Questo sblocca logiche di acquisizione, integrazione operativa e consolidamento, in particolare nei segmenti ad alta crescita come health insurance e agri-insurance. La Global Federation of Insurance Associations aveva già espresso supporto formale alla riforma nel marzo 2025, segnalando un consenso globale consolidato.
E adesso?
Gli operatori già presenti nel mercato possono incrementare le quote fino al controllo totale senza passaggi approvatori. I fondi con orizzonti lunghi trovano target interessanti tra gli assicuratori mid-size sottocapitalizzati, oggi acquisibili con piena leva gestionale. Swiss Re proietta che l'India diventerà il sesto mercato assicurativo globale entro il 2032. I rischi da monitorare restano la complessità operativa dell'IRDAI, la price-sensitivity del mercato locale e il rischio valutario strutturale sulla rupia, che ha perso circa il 30% sull'euro nell'ultimo decennio. L'India consolida il proprio posizionamento come alternativa credibile alla Cina nei portafogli Asia-Pacific, con il vantaggio aggiuntivo di un sistema legale common law e una lingua degli affari anglofona.