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In Italia il prezzo del caffè corre più dell'inflazione, +50,8% in cinque anni

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In Italia il prezzo del caffè corre più dell'inflazione, +50,8% in cinque anni

Cos’è successo

Un'elaborazione su dati Istat, pubblicata il 1° settembre 2026, mostra che i prezzi del caffè in Italia sono cresciuti del 50,8% negli ultimi cinque anni, un ritmo nettamente superiore all'inflazione generale nello stesso periodo. Ristoranti e strutture ricettive registrano un aumento complessivo dei prezzi del 27,4% tra luglio 2021 e luglio 2026.

Un articolo separato, pubblicato il 2 settembre, segnala che gli italiani stanno riscoprendo la moka per difendersi dal caro-caffè, con un espresso al bar che costa ormai in media tra 1,30 e 1,50 euro, fino a superare i 120 euro al mese per una coppia che consuma due caffè al giorno.

Perché conta

  • Gli aumenti restano fortemente disomogenei sul territorio: Messina si conferma la provincia più economica d'Italia con un prezzo medio di 1,06 euro, seguita da Catanzaro (1,08 euro), mentre tra le province con i rincari più contenuti in cinque anni figura Aosta (+6,7%), un dato che segnala quanto il fenomeno si intrecci con dinamiche locali di mercato oltre che con la sola materia prima;
  • A livello industriale, Nestlé ha segnalato a inizio luglio che il costo dei chicchi verdi ha iniziato a scendere nel 2026 dopo i massimi record del 2025, lasciando intendere una possibile riduzione dei prezzi sugli scaffali, ma gli analisti di filiera sottolineano che il calo delle quotazioni internazionali non si traduce automaticamente in un ribasso del prezzo al consumo, per l'effetto ritardato lungo la catena di trasformazione e distribuzione;
  • La pressione sui prezzi al dettaglio ha colpito soprattutto caffè macinato e in grani, mentre cialde e capsule hanno tenuto meglio, un dato che riflette anche uno spostamento dei consumi verso formati domestici più economici come la moka, in una fase in cui la spesa nazionale degli italiani per l'espresso è salita da 6,2 miliardi di euro nel 2021 a circa 7,5 miliardi.

Adesso

  • La domanda aperta per il mercato italiano resta quanto e quando l'eventuale discesa dei prezzi della materia prima si trasferirà effettivamente al consumatore finale, un processo che gli operatori di filiera descrivono come strutturalmente lento e non simmetrico rispetto alla velocità dei rialzi;
  • Il fenomeno si inserisce in un quadro di volatilità strutturale del mercato del caffè globale già osservato nel corso dell'anno, tra la correzione dei prezzi Arabica di luglio, il successivo rialzo del 30% legato a El Niño e il nuovo allarme ONU di inizio settembre su un El Niño di intensità "gigantesca", fattori che rendono incerta qualsiasi previsione di stabilizzazione dei prezzi nel breve periodo;
  • Per il settore assicurativo attivo su trade credit e business interruption nella filiera del caffè, italiana ed europea, la persistente trasmissione asimmetrica dei prezzi lungo la catena di distribuzione conferma la necessità di monitorare non solo le quotazioni internazionali della materia prima, ma anche la tenuta finanziaria degli operatori della torrefazione e della distribuzione esposti a questa volatilità.

Fonte: https://www.comunicaffe.it/prezzi-caffe-aumenti-bar-ristoranti-2026/

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