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In India produrre principi attivi farmaceutici costa fino al 70% in meno e il Paese controlla già il 44% della produzione mondiale

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In India produrre principi attivi farmaceutici costa fino al 70% in meno e il Paese controlla già il 44% della produzione mondiale

Cos’è successo

Oggi produrre un principio attivo farmaceutico (API) in India costa tra il 50% e il 70% in meno rispetto a Stati Uniti ed Europa, e circa il 20% in meno rispetto alla Cina. Il risultato è che il Paese ospita ormai quasi il 44% degli impianti mondiali di produzione di API e ha esportato nel 2026 principi attivi per un valore stimato di 8,3 miliardi di dollari, consolidando il proprio ruolo di "Pharmacy of the World".

Questo vantaggio competitivo non dipende soltanto dal costo del lavoro. La crescita è stata favorita dalla concentrazione di grandi poli industriali, dall'integrazione verticale della filiera, dagli investimenti in ricerca e dalla presenza del maggior numero di stabilimenti conformi agli standard FDA al di fuori degli Stati Uniti. L'India sta inoltre investendo nelle nuove aree terapeutiche, dagli intermedi dei farmaci GLP-1 all'oncologia, fino alla chimica sostenibile.

Perché conta

  • La produzione farmaceutica diventa una questione geopolitica. Il vantaggio di costo sta spingendo sempre più aziende occidentali a spostare o diversificare la produzione verso l'India, ridisegnando le catene globali di approvvigionamento;
  • Il valore non è più nella produzione, ma nella proprietà intellettuale. Se produrre una molecola costa fino al 70% in meno, il vantaggio competitivo si sposta sempre più su ricerca, brevetti, sviluppo clinico e accesso al mercato;
  • L'Europa dovrà scegliere tra resilienza e convenienza. Dopo le carenze di farmaci degli ultimi anni, molti Paesi stanno valutando il reshoring di alcune produzioni strategiche. Ma riportare la manifattura in Europa significa accettare costi significativamente superiori.

Adesso

  • La strategia "China +1" potrebbe trasformarsi in "India first" per molte aziende farmaceutiche alla ricerca di filiere più resilienti e meno dipendenti da un unico Paese;
  • L'Unione Europea potrebbe aumentare gli incentivi alla produzione locale di principi attivi essenziali, privilegiando la sicurezza dell'approvvigionamento rispetto al solo contenimento dei costi;
  • La competizione globale si giocherà sempre meno sul costo di produzione e sempre più sul controllo della filiera, dalla sintesi del principio attivo fino ai dati clinici e alla distribuzione.

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