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In Asia-Pacifico due terzi delle aziende hanno subito un attacco cyber, ma l’assicurazione resta indietro

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In Asia-Pacifico due terzi delle aziende hanno subito un attacco cyber, ma l’assicurazione resta indietro

Cos’è successo

Secondo Achim Kassow, responsabile regionale di Munich Re per l’Asia-Pacifico, pubblicato il 3 novembre, oltre due terzi dei dirigenti aziendali della regione dichiara che la propria azienda ha già subito un attacco informatico — ma costo, complessità e scarsa comprensione del prodotto continuano a frenare l’adozione dell’assicurazione cyber in tutta l’area.

Munich Re stima che il mercato assicurativo cyber globale raddoppierà a circa 28 miliardi di dollari entro il 2030, partendo dai quasi 15 miliardi del 2025.

Perché conta

  • Secondo Kassow, le ragioni principali del basso tasso di adesione sono “il prezzo, non sapere che l’assicurazione cyber esiste e non capire la copertura”, spesso combinati con un processo di valutazione del rischio “altamente tecnico e macchinoso” — un problema quindi di distribuzione e comunicazione, non solo di costo;
  • Munich Re si aspetta comunque che i premi cyber in Asia-Pacifico crescano più velocemente della media globale, nonostante Foord-Kelcey (collega di Kassow) segnali che gli sviluppi normativi stanno già aumentando la consapevolezza sulle responsabilità legate al cyber, specialmente tra le grandi aziende — un fattore che potrebbe accelerare l’adozione nei prossimi anni;
  • I riassicuratori di Giappone, Cina, Corea del Sud e India sono già attivi sul fronte cyber, ma secondo Kassow la maggior parte di loro oggi supporta cedenti Usa, londinesi ed europei piuttosto che i propri mercati domestici — un paradosso che mostra come la competenza tecnica regionale esista già, ma resti rivolta soprattutto all’estero.

Adesso

  • A Singapore, un gruppo di settore sta pianificando una struttura assicurativa dedicata da 200 milioni di dollari specificamente per i data center — un segnale concreto di come il mercato stia iniziando a sviluppare soluzioni su misura per rischi tecnologici specifici della regione;
  • Secondo Foord-Kelcey, la copertura cyber potrebbe col tempo diventare una componente standard delle polizze pacchetto per le PMI, replicando un percorso già visto nei mercati assicurativi più maturi (Usa, Regno Unito, Europa);
  • Resta da vedere se il previsto raddoppio del mercato cyber globale entro il 2030 si realizzerà in modo uniforme, o se — come indicano questi primi segnali dall’Asia-Pacifico — il divario tra consapevolezza del rischio e copertura effettiva continuerà a pesare più in alcune regioni che in altre, richiedendo un lavoro di educazione del mercato prima ancora che di sviluppo prodotto.

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