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In Francia una 'tassa sulle rivolte' dello 0,8% sulle polizze auto e casa, dopo 1,2 miliardi di danni
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Cos’è successo
Il governo francese sta valutando l’introduzione, da gennaio 2027, di una “tassa sulle rivolte” (riot tax) da applicare alle polizze assicurative di cittadini e imprese, per finanziare un fondo di compensazione contro i danni da disordini civili ricorrenti.
Secondo Les Echos, la misura consisterebbe in un contributo di solidarietà dello 0,8% su polizze auto, casa e aziendali — una percentuale già ridotta rispetto alle proposte iniziali (5%, poi 1,5%). Il governo stima un gettito di 400 milioni di euro l’anno, con un tetto massimo di 4 miliardi.
Perché conta
- La misura arriva dopo le rivolte di ottobre 2026 (17 e 24 ottobre), che hanno colpito oltre 3.000 esercizi commerciali causando danni stimati in circa 1,2 miliardi di euro — lo stesso episodio di cui avevamo già analizzato l’impatto assicurativo contenuto secondo AM Best e Morningstar DBRS;
- Il meccanismo non è retroattivo: non coprirà i danni delle rivolte di ottobre 2026 né di quelle precedenti, dato che l’implementazione prevista è fissata al 1° gennaio 2027 — chi ha già subito danni dovrà quindi fare affidamento sulle coperture assicurative ordinarie già esistenti;
- Il quadro normativo era già stato gettato dalla legge di bilancio 2026 (articolo 171), che rende obbligatoria la copertura contro le rivolte nelle polizze danni alla proprietà qualificate, collegata a un fondo di mutualizzazione gestito dal riassicuratore statale CCR, che rimborserà almeno il 90% delle perdite da rivolta cedute dagli assicuratori — ma il decreto attuativo e l’approvazione della Commissione europea restano ancora in sospeso.
Adesso
- Il decreto che introduce la tassa deve ancora essere approvato dal Consiglio di Stato francese, che lo esaminerà nelle prossime settimane — un passaggio procedurale che potrebbe ancora modificarne i dettagli finali;
- La misura solleva una questione politicamente sensibile: cittadini e imprenditori che non hanno partecipato ai disordini si troverebbero comunque a contribuire finanziariamente alle conseguenze — un tema già sollevato da diverse testate come potenzialmente controverso;
- In parallelo, al Senato francese procede una proposta di legge distinta che punta a rendere i responsabili delle rivolte finanziariamente perseguibili per i danni causati — approvata in prima lettura con 229 voti favorevoli contro 105 — un doppio binario (tassa collettiva + responsabilità individuale) che il governo starebbe cercando di bilanciare.