Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy NewsEconomia & Mercati

Il taglio delle accise costa 917 mln in 40 giorni: 527 sottratti ai ministeri e 300 dai proventi della transizione verde

4 min di lettura
Il taglio delle accise costa 917 mln in 40 giorni: 527 sottratti ai ministeri e 300 dai proventi della transizione verde

Cosa è successo

A una settimana dalla scadenza del taglio delle accise (Primo Maggio), Eurostat ha certificato lo sforamento del deficit italiano 2025 al 3,1% del PIL: l'Italia resta in procedura d'infrazione fino al 2027 e il governo perde proprio adesso lo spazio fiscale per finanziare un altro sconto del 0,24 centesimi al litro sulle accise senza incrinare ulteriormente i conti pubblici.

  • La realtà dei conti pubblici: deficit 2025 al 3,1% (dal 3,4% del 2024), debito al 137,1% del PIL — secondo nell'Ue solo dopo la Grecia al 146,1% — e congelamento della clausola di salvaguardia per la difesa che vale da 12 miliardi sul triennio;
  • I due decreti (DL 33/2026 del 18 marzo e proroga del 3 aprile) hanno ridotto le accise di 24,4 cent/litro su benzina e diesel e di 11,26 cent/kg sul GPL, per un costo complessivo intorno ai 917 milioni in 40 giorni — circa 12 euro di risparmio su un pieno da 50 litri di gasolio;
  • La copertura del primo decreto: 527 milioni sottratti ai bilanci dei ministeri, con il MEF in testa (-127,5 mln), seguito da Trasporti (-96,5 mln), Salute (-86 mln), Interni (-30,1 mln), Istruzione (-25,6 mln), Università (-25,3 mln), Agricoltura (-25,3 mln), Cultura (-25 mln) e Ambiente (-16,7 mln);
  • La copertura della proroga di aprile: 200 milioni di extragettito IVA generato dal rincaro stesso del greggio e 300 milioni dai proventi delle aste ETS, gli stessi fondi destinati alla transizione verde che il governo sta chiedendo a Bruxelles di sospendere;
  • Senza il taglio, il diesel toccherebbe 2,307 €/litro — la cifra più alta d'Europa — e la benzina 1,981 €/litro; oggi, nonostante lo sconto, il gasolio supera già 2,10 €/litro in 9 Regioni e a Bolzano arriva a 2,134 €/litro;
  • Sullo sfondo, S&P ha tagliato la stima di crescita italiana 2026 dallo 0,8% allo 0,4%, mentre il prezzo dei permessi ETS è crollato del 4,6% a 69,25 €/tonnellata sull'annuncio della richiesta italiana di sospensione (-20% da inizio anno).

Perché è importante

La domanda non è più "ci sarà una proroga", ma "dove troviamo i soldi?". I primi 20 giorni di sconto sono stati pagati tirando via fondi dai ministeri di Sanità, Trasporti e Istruzione; la proroga di aprile è stata pagata con i fondi pensati per la decarbonizzazione. Ora, con il deficit al 3,1%, il margine disponibile sulla traiettoria della spesa primaria netta è confinato al 2028 e vale appena 0,1 punti di spesa, poco più di un miliardo: ogni nuovo intervento diventa una scelta esplicita tra altri tagli ai ministeri, ulteriore prosciugamento dei proventi ETS, o nuovo debito sotto procedura.

Da questo ci ritroviamo con due possibili interventi a valle. Primo, il governo continua a chiedere la sospensione del'ETS a Bruxelles, nonostante il suo utilizzo recente come bancomat di emergenza e si riduce ancora di più lo spazio fiscale per rispondere al caro energetico.Secondo, con la clausola difesa bloccata dall'infrazione di bilancio e i 12 miliardi Nato non finanziabili fuori procedura, la Legge di Bilancio 2027 sarà un esercizio di redistribuzione, non di espansione: chi attende nuovi incentivi industriali farà bene a ricalibrare le aspettative. Ma il driver del problema è esogeno. Una de-escalation rapida del conflitto in Iran riporterebbe il greggio verso i livelli di febbraio ma non prima di fine anno. L'Italia non può permettersi di spendere l'equivalente di una manovra in tagli di accise da qui a fine anno.

E adesso?

  • Primo maggio – scadenza accise: tre scenari plausibili — proroga selettiva su autotrasporto e pesca con ritorno parziale dei prezzi pieni in pompa (più probabile, costo contenuto), nessun intervento se il greggio scende, terza proroga piena solo in caso di nuovo shock geopolitico, con copertura inevitabilmente a debito;
  • Inizio giugno – semestre europeo: la Commissione formalizzerà le raccomandazioni nell'ambito della procedura d'infrazione, fissando i paletti vincolanti per la Legge di Bilancio 2027 e per qualsiasi nuova misura energetica nazionale;
  • Luglio 2026 – proposta di revisione ETS: la durata delle quote gratuite, il rafforzamento del CBAM e il trattamento degli energivori determineranno quanto spazio fiscale supplementare Roma potrà ricavare dai proventi delle aste nei prossimi cicli di crisi.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Economia & Mercati

I 480 mln messi sul tavolo dal governo per l’autotrasporto coprono 32 giorni di rincari del gasolio

Economia & Mercati

Il governo italiano punta a usare i 7 mld della clausola energia anche per alleggerire le bollette

Economia & Mercati

La presidenza irlandese del Consiglio Ue propone un taglio da 141 mld al bilancio 2028-34, competitività e difesa perderebbero il 13%

Il taglio delle accise costa 917 mln in 40 giorni: 527 sottratti ai ministeri e 300 dai proventi della transizione verde | FPS Updates