News & BusinessAssicurazioni
Il settore software rappresenta circa il 23% del mercato direct lending, ma le aziende sono fortemente indebitate

Cosa è successo
Il nuovo report Goldman Sachs “Cracks in Private Credit” fotografa un mercato del private credit sotto pressione ma, secondo il consensus degli operatori intervistati, non vicino a una crisi sistemica. I fondamentali strutturali restano più solidi rispetto al sistema bancario tradizionale: leva finanziaria molto più bassa, assenza di asset-liability mismatch e dimensione relativamente contenuta del segmento retail dei BDC non-traded rispetto all’intero mercato del credito. Anche in uno scenario severo di default al 10%, l’impatto stimato sul PIL USA resterebbe limitato.
Il report individua però una fragilità molto specifica: il settore software. Il software rappresenta circa il 23% del mercato direct lending (quota enormemente superiore rispetto ai mercati high yield o syndicated loan) con società spesso fortemente indebitate (8-10x debt/EBITDA) e senza sufficiente generazione di cassa per sostenere la transizione AI. Alcuni operatori prevedono default rate fino al 15% tra il 2027 e il 2029, con recovery molto bassi e dinamiche paragonate al ciclo Oil & Gas 2013-2016.
Perché è importante
Il rischio descritto dal report non è quello di una crisi finanziaria improvvisa, ma di una svalutazione lenta e progressiva di asset illiquidi.
- Nei mercati privati, i NAV vengono aggiornati con ritardo rispetto alle condizioni reali del mercato: le perdite emergono gradualmente, spesso dopo diversi trimestri. Questo crea un rischio di sottovalutazione strutturale delle esposizioni e rende più difficile capire il reale stato di salute dei portafogli;
- Parallelamente emerge un problema crescente sul lato retail. I BDC non-traded hanno registrato richieste di riscatto pari al 12% del NAV nel solo Q1 2026, mentre i flussi in ingresso si sono drasticamente ridotti rispetto al 2025. Il punto critico è che molti investitori sembrano non aver compreso pienamente i limiti di liquidità di questi strumenti. Oggi i BDC quotati trattano con uno sconto vicino al 20% rispetto ai NAV ufficiali, segnalando una divergenza crescente tra valutazioni teoriche e prezzi di mercato reali.
E adesso?
- Il focus del mercato si sposta ora sulla qualità reale degli asset nei portafogli private credit, soprattutto nei vintage 2020-2025 più esposti al software e ai tassi elevati. Se i default inizieranno ad accelerare nel settore tech, le svalutazioni potrebbero emergere gradualmente nei prossimi 6-8 trimestri, aumentando la pressione su fondi, distributori e investitori istituzionali;
- Allo stesso tempo, il tema regolatorio e reputazionale diventa centrale. La combinazione tra strumenti illiquidi distribuiti al retail, pricing opaco e rallentamento dei riscatti rischia di trasformare il private credit da asset class “stabile” a nuova area di attenzione per autorità di vigilanza e mercati finanziari.