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Il Piano nazionale aeroporti separa proprietà e pianificazione, Milano può integrare lo scalo di Torino e aumentare i ricavi del 7,2%

Cos’è successo
Il 12 agosto SEA, la società che gestisce Malpensa e Linate, ha avviato uno studio sulla possibile integrazione con SAGAT, che gestisce Torino Caselle. Secondo fonti vicine al dossier il progetto sarà proposto agli azionisti a settembre. Insieme i due gruppi valgono 47,3 milioni di passeggeri e 940,3 milioni di ricavi. Nessuna delle due ha indicato quali sinergie lo giustifichino.
I numeri dicono quanto pesa ciascun nucleo. Nel 2025 SEA ha fatto 42,3 milioni di passeggeri, 876,8 milioni di ricavi e 403,3 di EBITDA; SAGAT 5,0 milioni di passeggeri, 63,5 milioni di ricavi e 6,8 di utile. A collegarle è F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture): controlla il 45,01% di SEA, il 36,39% tramite la holding 2i Aeroporti e l'8,62% direttamente, e il 100% di SAGAT. Il Comune di Milano resta primo socio con il 54,81%.
Perché conta
L'integrazione aggiungerebbe l'11,8% dei passeggeri ma solo il 7,2% dei ricavi: non è un'operazione di redditività, ma di rete, che ha al centro il ministero dei Trasporti. Il Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035, pubblicato a luglio, distribuisce 41 scali in 13 sistemi integrati e stima 305 milioni di passeggeri nel 2035, il 54,6% in più del 2023. Ma precisa che i sistemi valgono a prescindere dall'integrazione societaria.
- Il gruppo comprerebbe fuori dal proprio sistema con una quota di minoranza. Torino è nel Nord Ovest con Genova e Cuneo, entrambe fuori dal perimetro SEA. SEA ha già il 30,98% di Sacbo, che gestisce Bergamo nel suo stesso sistema Lombardo, senza controllarla: secondo la stampa era la prima opzione di acquisto, poi arenata;
- Il premio tariffario non esiste ancora. Il Piano prospetta le tariffe di sistema come possibilità, da definire con l'Autorità di regolazione dei trasporti aggiornando il D.M. 401/2016. E indica gli accordi commerciali tra gestori diversi come strada già praticabile;
- Sì, ma il vincolo europeo non è l'azionista, è l'antitrust. Gli aeroporti pagano i le compagnie aeree perché aprano rotte e questo crea problemi per quanto riguarda gli aiuti di stato. Un perimetro più largo moltiplica i contratti da validare su questo fronte.
Adesso
- Settembre 2026. Il dossier va agli azionisti. La soglia non è se SEA incorpora SAGAT, ma se dimostra una funzione industriale che la sola cooperazione contrattuale non produrrebbe. Sala ha già fissato il limite: valore per i territori senza toccare il controllo pubblico di SEA. Il progetto non è ancora passato né dall'AGCM né dal Consiglio comunale;
- Entro il 2027. Il MIT ha annunciato nel Piano la revisione della disciplina degli incentivi ai vettori e l'aggiornamento del D.M. 401/2016, entrambi da negoziare con l'ART. Lì si decide se il coordinamento premiato è quello dei 13 sistemi o quello dei gruppi che li attraversano.
- Genova, la variabile aperta. Lo scalo ligure ha chiuso il 2025 a 1,57 milioni di passeggeri, record storico, con i due soci pubblici in due diligence e la concessione in scadenza nel 2029. Se il terzo aeroporto del Nord Ovest va a un altro operatore, al gruppo resta il coordinamento senza il controllo.