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Il Pentagono e Lockheed Martin raggiungono un accordo per la produzione di 850 jet F-35 in 10 anni

Cos’è successo
Il dipartimento della Difesa Usa, ribattezzato dipartimento della Guerra dall’attuale amministrazione repubblicana, e l’azienda americana Lockheed Martin hanno concordato un accordo quadro decennale che, secondo il Pentagono, garantisce almeno 850 caccia F-35 Lightning II alle forze armate americane, in attesa dell'approvazione e dei fondi del Congresso. L'intesa comprende i primi ricambi, dieci anni di kit di modifica e il supporto in servizio, e copre anche gli ordini dei clienti esteri, con una produzione che resta a 156 velivoli l'anno, secondo l'azienda. In cambio dell'impegno di lungo periodo, Lockheed si è impegnata a finanziare di tasca propria almeno 7 miliardi di dollari di iniziative a sostegno del programma. Né il Pentagono né l'azienda hanno indicato un valore complessivo o il prezzo per aeromobile: termini, prezzi e tempi saranno definiti in un contratto formale, se il Congresso approverà un acquisto pluriennale e stanzierà i fondi nei prossimi mesi.
Lockheed Martin è il maggiore appaltatore della difesa americano ed è il costruttore dell'F-35, il caccia di quinta generazione in servizio nelle forze armate Usa e in quelle di numerosi Paesi alleati. Oltre al velivolo, l'azienda produce sistemi missilistici fondamentali come i PAC-3 MSE e i THAAD, per i quali quest'anno ha già firmato accordi quadro con il Pentagono per accelerare la produzione. Un acquisto pluriennale permette di comprare un'arma su più anni con un unico contratto, invece di negoziare ogni anno, e in genere riduce il costo unitario: Lockheed stima risparmi per miliardi di dollari grazie a "prezzi di lungo periodo e sconti per volumi industriali".
Perché conta
- Lockheed sostiene che ordini stabili permetteranno agli appaltisti di comprare in blocco materie prime e componenti critici, riducendo tempi di consegna e colli di bottiglia logistici. L'amministratore delegato Jim Taiclet ha dichiarato che "la maggiore certezza" consente di fare gli investimenti iniziali per aumentare la capacità, migliorare l'efficienza e rendere più resiliente la catena di fornitura;
- L’accordo tocca il punto debole dell'F-35, la prontezza operativa: secondo il rapporto di giugno della Corte dei conti americana (Gao), la quota di tempo in cui i velivoli possono svolgere almeno una missione assegnata è scesa dal 67% dell'anno fiscale 2021 al 44% del 2025, mentre quella per tutte le missioni è passata dal 38% al 25%. Il capo del programma, il generale Gregory Masiello, ha detto ai senatori che la flotta ha superato le capacità del proprio sistema di supporto;
- 850 aerei in dieci anni significano in media 85 velivoli l'anno per gli Usa, quanti ne chiede la richiesta di bilancio 2027 del Pentagono, mentre nel 2026 il Congresso ne ha finanziati solo 47. L'Aeronautica ha inoltre comunicato al Congresso di aver bisogno di 1.509 caccia assegnati a unità da combattimento entro il 2035, circa il 40% dei quali F-35A.
Adesso
- Il primo ostacolo è legislativo: le versioni di Camera e Senato della legge annuale sulla difesa consentirebbero entrambe i contratti pluriennali per l'F-35, ma solo la Camera l'ha approvata, a luglio. I democratici al Senato ne hanno bloccato l'esame e i leader l'hanno rinviato a dopo le elezioni di metà mandato di novembre. L'accordo non può diventare contratto finché i due testi non sono approvati e fusi in un'unica legge;
- Il secondo è finanziario: il Congresso non ha ancora approvato un bilancio annuale della difesa. La legge provvisoria che mantiene aperto il governo fino all'11 dicembre congela la spesa ai livelli dell'anno scorso e in genere vieta al Pentagono di avviare nuovi programmi o acquisti pluriennali. Un'ipotesi è che il contratto formale slitti all'inizio del 2027;
- Nel lungo periodo il test sarà la prontezza operativa: se gli ordini stabili ridurranno davvero i tempi di consegna dei ricambi, il tasso di velivoli utilizzabili potrebbe risalire. Se non accadrà, un impegno decennale su un unico modello rischia di diventare un vincolo per il Pentagono, soprattutto in assenza di un prezzo dichiarato e di incentivi descritti;