Policy NewsEconomia & Mercati
Il nuovo Pacchetto Ue per l'integrazione dei mercati riscrive 14 regolamenti per estendere ai capitali il modello di controllo della Bce

Cos’è successo
Giovedì 2 luglio tre relatori hanno presentato alla Commissione ECON dell’Europarlamento le bozze di relazione sul Pacchetto per l'Integrazione del Mercato e la Vigilanza (MISP), mentre - nelle stesse ore - il gruppo di lavoro del Consiglio ha esaminato gli stessi testi sotto la nuova Presidenza irlandese. Il disegno ha un precedente preciso a cui fare riferimento: estendere ai mercati dei capitali il modello con cui la Banca centrale europea (BCE) vigila sulle banche dal 2014. Il MISP riscrive 14 regolamenti e 3 direttive. Inoltre, rende regolamento la direttiva del 1998 sulla definitività del regolamento stesso. Emendamenti entro il 16 luglio; obiettivo del Consiglio europeo: accordo entro fine 2026.
Il trapianto del modello della vigilanza è privo delle due condizioni chiave dell'originale: una crisi come acceleratore e l'articolo 127(6) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che conferisce al Consiglio il potere giuridico di attribuire alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, con l'esclusione esplicita delle imprese di assicurazione.
Perché conta
Qui, il motore dietro a questo cambio di policy è la spinta verso la maggiore competitività e la base è un'agenzia, vincolata dalla giurisprudenza Meroni, che stabilisce i limiti rigorosi entro cui le istituzioni europee possono delegare poteri alle agenzie esterne. Il Servizio giuridico del Consiglio è già interpellato su questo tema. Da qui la partita sulla “significatività”, elemento su cui spinge il Consiglio stesso, anziché il trasferimento categorico delle 120 banche principali.
- La nuova ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, replica pezzo per pezzo la meccanica della vigilanza bancaria. Un comitato esecutivo di sei indipendenti decide la vigilanza diretta su controparti centrali, depositari, borse e operatori cripto, con sanzioni proprie; l'operatività passa da gruppi congiunti con le autorità nazionali fino a presenze locali; il bilancio sale dal 35% al 65% a carico dei vigilati;
- L'assetto sposta fuori dal perimetro nazionale quasi tutta l'infrastruttura di mercato italiana. Con la licenza unica di operatore paneuropeo decadono le autorizzazioni nazionali delle borse; Borsa Italiana, Euronext Clearing ed Euronext Securities Milan (3.375 mld di euro in custodia) sono in un gruppo da 7,6 mila mld di euro che ogni criterio di gruppo cattura. A Consob e Banca d'Italia resterebbero abusi di mercato e gruppi congiunti;
- Le divergenze dei co-legislatori sono varianti dello stesso stampo; il vincolo che nessuno controlla è giuridico. Il Parlamento rilancia (tutte le infrastrutture a ESMA, grandi gestori inclusi), il Consiglio restringe (solo i significativi, con le autorità nazionali nei gruppi): il perimetro rischia di deciderlo la Corte più che il trilogo.
Adesso
- Breve termine (16 luglio 2026): scadenza emendamenti in ECON. Gli emendamenti alla linea Ferber (ESMA su tutte le controparti e i depositari, non solo i significativi) dicono se il Parlamento arriva al trilogo con una posizione massimalista o già riallineato al Consiglio. Da qui dipende il perimetro dell'interlocuzione per gli operatori italiani;
- Medio termine (autunno–1° dicembre 2026): voto ECON sul mandato e compromessi al Consiglio sotto Presidenza irlandese. Indicatori: parere su Meroni e criteri quantitativi di significatività per cripto e infrastrutture. L'esito determina se l'obiettivo fine 2026 regge o slitta ai triloghi 2027;
- Lungo termine (2027–2028): triloghi e transizione. Test italiano doppio: il ruolo di Consob e Banca d'Italia in gruppi congiunti e presenze locali; e se il regime pilota DLT ampliato — soglia da 100 mld di euro che molti Stati giudicano superata — riapre il canale che l'Italia non ha mai usato. Su questo si misura se l'Italia sarà dentro la macchina o soltanto sotto di essa.