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Il nucleare crescerà del 75% entro il 2050, ma il rischio assicurativo cambia tecnologia per tecnologia
Cos’è successo
Nel report "Energy Outlook 2026: Mitigating Volatility with a Diverse Energy Mix", J.P. Morgan sostiene che la sicurezza energetica richiederà un mix sempre più diversificato di tecnologie, dal nucleare alle rinnovabili fino alle soluzioni emergenti come fusione e solar power spaziale.
Per il settore assicurativo, però, queste tecnologie non possono essere trattate come un unico mercato "energy transition": il profilo di rischio cambia radicalmente in funzione della maturità tecnologica, del tempo necessario per entrare in esercizio e della disponibilità di dati storici su cui costruire il pricing.
Perché conta
La transizione energetica sta creando nuove opportunità assicurative, ma anche nuove categorie di rischio che richiedono modelli di sottoscrizione differenti.
- Il nucleare rappresenta oggi il segmento più maturo tra le tecnologie emergenti della transizione. Sono operativi oltre 410 reattori in più di 30 Paesi, altri 63 sono in costruzione e l'IEA prevede un aumento della capacità globale del 75% entro il 2050. Una parte rilevante della crescita arriverà però dall'estensione della vita utile degli impianti esistenti, aumentando l'esposizione a guasti di componenti invecchiati, business interruption e rischi property legati all'operatività di lungo periodo;
- Sul fronte delle rinnovabili, il rischio è già oggi assicurabile grazie alla disponibilità di dati storici. Il solare utility-scale rappresenta circa il 58% della capacità installata, mentre il fotovoltaico distribuito dovrebbe aumentare del 160% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024. L'eolico continua a crescere fuori dalla Cina (+16% nel 2026, +17% nel 2027 e +12% nel 2028), ma con una distinzione fondamentale: l'offshore concentra rischi molto più elevati su costruzione, installazione, infrastrutture marine, cavi sottomarini e flotte specializzate rispetto agli impianti onshore;
- All'estremo opposto si collocano le tecnologie ancora pre-commerciali. La fusione nucleare conta 182 impianti nel mondo, di cui 103 operativi esclusivamente a fini di ricerca, con una commercializzazione attesa non prima del 2035-2040 e sfide tecnologiche ancora rilevanti, come il mantenimento del plasma oltre i 100 milioni di °C. Analogamente, lo space-based solar power dipende ancora dall'evoluzione dei costi di lancio e introduce nuovi rischi legati alla supply chain spaziale e ai materiali avanzati come i moduli in arseniuro di gallio (GaAs).
Adesso
- Per gli assicuratori, il segmento con il miglior equilibrio tra crescita e prevedibilità resta quello formato dalle rinnovabili mature e dal life-extension del nucleare, dove esistono basi statistiche sufficienti per sviluppare prodotti property, construction, operational e business interruption;
- Le tecnologie ancora in fase dimostrativa, come fusione e solar power spaziale, richiederanno invece modelli di sottoscrizione assimilabili ai rischi R&D e prototype, caratterizzati da bassa frequenza ma severità potenzialmente molto elevata, con un maggiore ricorso alla riassicurazione e a strutture di copertura dedicate;
- La crescente diversificazione del mix energetico porterà quindi il mercato assicurativo a differenziare sempre di più capitale, pricing e capacità di sottoscrizione non in base al settore "energia", ma in funzione della maturità tecnologica dei singoli asset.
Fonte
https://www.jpmorgan.com/insights/global-research/outlook/energy-outlook