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Il livello di istruzione aumenta fino al 60% la resilienza percepita dalle persone durante le crisi, influenzando le variabili assicurative

Cos’è successo
Un nuovo studio del Joint Research Centre della Commissione europea, basato su 52.349 osservazioni individuali in 27 Stati membri, conclude che la resilienza delle persone di fronte a crisi economiche, climatiche o sociali dipende molto più dalle caratteristiche socioeconomiche individuali che dalla capacità istituzionale del Paese.
L'analisi mostra che possedere un titolo di istruzione terziaria aumenta la resilienza percepita di circa il 60% rispetto all'istruzione primaria, mentre il reddito più elevato, nuclei familiari più numerosi e una situazione occupazionale stabile contribuiscono anch'essi ad aumentare significativamente la capacità di adattamento. Al contrario, l'indice composito di capacità istituzionale nazionale produce un impatto quantitativamente molto più contenuto sulla resilienza individuale.
Perché conta
Lo studio suggerisce che gli assicuratori dispongono già di alcune delle variabili più predittive della vulnerabilità sistemica dei clienti.
- Un livello di istruzione universitaria aumenta del 60% la resilienza percepita, rappresentando il fattore più rilevante dell'intero dataset analizzato;
- Il quintile di reddito più elevato mostra una resilienza superiore di circa l'8%, mentre la disoccupazione riduce significativamente la capacità di risposta agli shock;
- Le variabili normalmente raccolte in fase di sottoscrizione (reddito, occupazione, composizione familiare e istruzione) risultano empiricamente più efficaci nel prevedere la resilienza rispetto agli indici nazionali di governance o capacità istituzionale, aprendo nuove opportunità per modelli di segmentazione del rischio più accurati.
Adesso
- Lo studio evidenzia inoltre che la resilienza nazionale segue dinamiche fortemente non lineari. Il JRC individua una "friction zone" tra valori 90 e 105 del Capacity Index, nella quale gli investimenti in capacità istituzionale non si traducono ancora in un effettivo aumento della resilienza sociale, creando un'area di fragilità sistemica spesso sottostimata;
- Per il settore assicurativo questo implica che i modelli country-level utilizzati per riassicurazione sovrana, CAT bond e coperture parametriche dovrebbero integrare indicatori dinamici di resilienza e monitorare le fasi di transizione istituzionale, evitando di assumere una relazione lineare tra qualità delle istituzioni e riduzione del rischio;
- Parallelamente, una segmentazione basata su caratteristiche socioeconomiche individuali può migliorare significativamente la valutazione della vulnerabilità e della propensione al sinistro rispetto agli approcci tradizionali.
Fonte
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC145222/JRC145222_01.pdf