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Il gap di capacità limita pricing del rischio e innovazione di prodotto
Cosa è successo?
Il report Insurance and reinsurance under climate stress evidenzia un divario strutturale tra l’evoluzione dei rischi climatici e le capacità operative del settore assicurativo. I modelli di rischio continuano a basarsi prevalentemente su dati storici, sottostimando eventi estremi, fenomeni composti e perdite cumulative di minore entità. Allo stesso tempo, la frammentazione dei dati e la scarsa visibilità oltre i fornitori di primo livello rendono difficile valutare l’esposizione a interruzioni a cascata nelle catene di approvvigionamento. Anche le soluzioni innovative — come prodotti parametrici o coperture per interruzioni di business contingenti — incontrano limiti operativi, tra cui basis risk, definizioni restrittive dei fornitori coperti e tassi di adozione ancora contenuti.
Perché è importante?
Queste criticità generano un disallineamento tra rischio reale e pricing assicurativo, ostacolando l’efficacia delle strategie di adattamento. I cicli di underwriting annuali incentivano inoltre un approccio di breve periodo, riducendo gli investimenti in resilienza a lungo termine e nella prevenzione dei rischi. Persistono quindi ampie zone d’ombra, in particolare riguardo agli impatti su produttività del lavoro e salute nelle supply chain, che emergono come nuove fonti di perdite assicurabili ma ancora poco modellate.
E adesso?
Il vantaggio competitivo tenderà a concentrarsi sugli operatori capaci di integrare ecosistemi di dati più ampi, modelli predittivi e orizzonti di underwriting più lunghi, combinando trasferimento e prevenzione del rischio. Ciò implica sviluppo di analytics forward-looking, revisione degli incentivi di pricing per premiare la resilienza e maggiore collaborazione con clienti e partner per migliorare la trasparenza lungo le catene del valore, trasformando l’assicurazione in uno strumento attivo di adattamento climatico.