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Il credito privato pesa ormai per il 35% dei portafogli di investimento degli assicuratori nordamericani
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Cos’è successo
Il Fondo Monetario Internazionale, nel Global Financial Stability Report di aprile 2026, segnala che il credito privato rappresenta ormai circa il 35% dei portafogli di investimento delle compagnie assicurative nordamericane, con la quota maggiore, circa il 12%, legata a immobiliare commerciale.
Il report collega questa crescita alla progressiva acquisizione o partnership tra fondi di private equity e compagnie assicurative vita a partire dalla crisi finanziaria del 2008, un modello che ha spostato l'allocazione degli asset verso strumenti di credito privato e strutturato.
Perché conta
- L'FMI segnala potenziali conflitti di interesse e scarsa trasparenza nel credito privato detenuto o gestito da assicuratori partecipati da fondi di private equity, aree che richiedono, secondo il report, un'attenzione specifica da parte dei supervisori assicurativi;
- Gli assicuratori partecipati da PE hanno quasi il doppio degli attivi in strumenti illiquidi rispetto agli altri assicuratori, un dato che il report collega al rischio di maggiori difficoltà nella liquidazione dei portafogli in caso di richieste di margine o riscatti anticipati in un contesto di tassi in rapido aumento;
- Il report segnala inoltre una crescita quasi quadrupla, da circa 2mila a 7mila titoli, nel numero di strumenti di credito privato valutati da agenzie di rating "specializzate" tra il 2019 e il 2023, sollevando dubbi sulla possibile sottostima del rischio di credito se queste valutazioni classificassero come investment grade titoli che non lo sono.
Adesso
- L'FMI segnala che i supervisori assicurativi stanno iniziando a identificare aree di attenzione specifiche legate all'influenza del private equity nel settore vita e stanno sviluppando risposte regolatorie o di vigilanza mirate, incoraggiando una più stretta collaborazione con le altre autorità competenti sul rischio sistemico;
- Il Financial Stability Board, in un report sulle vulnerabilità del credito privato del 6 maggio 2026, conferma la mancanza di una definizione armonizzata di credito privato tra partecipanti al mercato e autorità, un ostacolo che complica la valutazione aggregata dell'esposizione a livello globale, incluse le compagnie assicurative;
- Per il settore assicurativo, il tema resta di attenzione crescente anche in Europa, dove EIOPA ha già segnalato nel proprio Financial Stability Report di giugno 2026 un'esposizione al credito privato di 523 miliardi di euro nel SEE, un dato che conferma la rilevanza globale, e non solo statunitense, di questo tema.