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Il boom delle batterie (+30% nel 2026) sposta il rischio assicurativo sulle infrastrutture

3 min di lettura
Il boom delle batterie (+30% nel 2026) sposta il rischio assicurativo sulle infrastrutture

Cos’è successo

Nel report "Energy Outlook 2026: Mitigating Volatility with a Diverse Energy Mix", J.P. Morgan sostiene che la crescente diversificazione del mix energetico mondiale non modifica soltanto il modo in cui viene prodotta l'energia, ma cambia profondamente anche la distribuzione dei rischi economici e finanziari associati al sistema energetico.

Se da un lato un portafoglio energetico più diversificato riduce la dipendenza dagli shock geopolitici sul petrolio e sul gas, dall'altro la diffusione di tecnologie come sistemi di accumulo elettrico (ESS), batterie e geotermia crea nuove concentrazioni di rischio fisico che il settore assicurativo dovrà imparare a modellare e prezzare con approcci differenti rispetto al passato.

Perché conta

La transizione energetica non elimina il rischio: lo trasferisce da quello macroeconomico delle commodity a quello fisico e tecnologico degli asset.

  • Lo storage diventa una nuova fonte di accumulo assicurativo. Le spedizioni globali di batterie per Energy Storage Systems sono quasi raddoppiate nel 2025, mentre le installazioni sono attese crescere del 30% nel 2026 a livello mondiale e del 46% nell'Unione europea. La diffusione di grandi impianti di accumulo, spesso vicini a data center e infrastrutture digitali critiche, aumenta l'esposizione a incendi da thermal runaway delle batterie agli ioni di litio, un rischio con dinamiche di propagazione molto diverse rispetto agli incendi industriali tradizionali;
  • La geotermia offre un profilo operativo più stabile ma introduce nuovi rischi specifici. Grazie a uno dei più elevati capacity factor tra tutte le tecnologie energetiche, rappresenta una fonte di baseload particolarmente affidabile. Tuttavia, lo sviluppo delle tecnologie geotermiche avanzate (EGS) richiede operazioni di fratturazione delle rocce profonde che aumentano l'esposizione a sismicità indotta e responsabilità ambientale, richiedendo modelli di underwriting più simili a quelli già utilizzati per il settore oil & gas;
  • La diversificazione energetica migliora la resilienza macroeconomica ma modifica la concentrazione del capitale assicurato. Un sistema meno dipendente dal prezzo delle commodity riduce l'impatto degli shock energetici su industria, manifattura e business interruption. Allo stesso tempo, però, la crescita di grandi hub di batterie, reti elettriche e data center concentra enormi valori assicurati nello stesso luogo, aumentando il rischio di accumulo in caso di singolo evento catastrofale.

Adesso

  • Gli assicuratori dovranno sviluppare modelli specifici per batterie, sistemi di accumulo e data center, introducendo nuove metriche di accumulo territoriale e limiti di capacità dedicati ai rischi da thermal runaway;
  • La crescita della geotermia avanzata richiederà competenze sempre più integrate tra assicurazione energetica, responsabilità ambientale e modellazione del rischio geologico, ampliando il mercato delle coperture specialistiche;
  • Per gli investitori istituzionali e i riassicuratori, la sfida non sarà più gestire soltanto la volatilità dei prezzi dell'energia, ma monitorare la crescente concentrazione geografica di asset critici della transizione energetica, adattando capitale, pricing e trattati catastrofali ai nuovi profili di rischio.

Fonte

https://www.jpmorgan.com/insights/global-research/outlook/energy-outlook

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