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Il bilancio russo va in rosso per 65,3 mld di dollari e taglia la spesa civile del 35%

Cos’è successo
La spesa legata alla guerra in Ucraina ha portato le finanze russe sull'orlo dell'esaurimento di liquidità in primavera, costringendo il governo a varare un regime di austerità che ha già tagliato la spesa non militare, ossia civile, del 35%. Si prevede anche una riduzione del personale federale del 15%. Lo rivela un'inchiesta di Bloomberg, basata su fonti a conoscenza dei fatti, secondo cui ad aprile il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha avvertito il primo ministro Mikhail Mishustin che il governo non avrebbe avuto abbastanza risorse per onorare tutti i pagamenti in programma, con il saldo del conto unico del Tesoro federale sceso a circa -5.500 miliardi di rubli (65,3 miliardi di dollari in rosso).
Il deficit federale russo tra gennaio e aprile ha raggiunto 5.800-5.900 miliardi di rubli, pari al 2,5% del Pil, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, secondo i dati del ministero delle Finanze citati da Forbes Russia. Sempre secondo Bloomberg, già a giugno funzionari del ministero delle Finanze e della banca centrale avevano avvertito Putin che la traiettoria della spesa bellica era ormai insostenibile, con sforamenti sulle voci di bilancio militare e di sicurezza che secondo il Financial Times potrebbero raggiungere quest'anno tra i 2 e i 4mila miliardi di rubli (23-47 miliardi di dollari). Putin ha rifiutato di tagliare le spese militari, dirottando i tagli su altri capitoli di bilancio: solo il servizio del debito assorbe oggi circa 4mila miliardi di rubli (47 miliardi di dollari), circa il 9% del bilancio federale.
Perché conta
- La conferma di questi dettagli da fonti russe ufficiali resta limitata, per non dire nulla: nessun media di Stato o portavoce del Cremlino ha commentato pubblicamente il report, e lo stesso Siluanov, quattro giorni prima della pubblicazione dell'inchiesta di Bloomberg, aveva dichiarato a un giornalista di Rossiya-1 che il bilancio "non ha alcun problema" ed è "pienamente coperto dalle risorse disponibili”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva in precedenza riconosciuto il deficit, definendolo però "difficoltà attuali" gestibili;
- La notizia arriva in un momento di difficoltà crescenti per la Russia, a quattro anni dall'inizio della guerra contro l'Ucraina, tra problemi economici e attacchi a lungo raggio ucraini sempre più frequenti ed efficaci contro hub logistici e installazioni militari russe;
- Nonostante le difficoltà di bilancio, il Cremlino sembra puntare a raddoppiare l'assetto di guerra piuttosto che ripensarlo: invece di tagliare le spese militari, in forte crescita, i tagli più forti vengono applicati altrove, mentre la leadership russa continua a respingere l'ipotesi di una pace negoziata a condizioni diverse da quelle massimaliste di Mosca.
Adesso
- Le elezioni parlamentari russe sono previste per settembre, ma molto difficilmente cambieranno gli equilibri politici interni: l'unico partito di opposizione dichiaratamente contrario alla guerra, Yabloko, è stato escluso dalla competizione dalla Corte suprema russa circa due settimane e mezza fa;
- Resta da vedere se il regime di austerità già avviato basterà a contenere il deficit o se Mosca dovrà attingere ulteriormente alle proprie riserve o ricorrere a nuovo debito, in un contesto in cui il solo servizio del debito assorbe già il 9% del bilancio federale e gli attacchi ucraini a lungo raggio continuano a colpire le infrastrutture logistiche e militari russe;
- Sul fronte militare, la domanda aperta è se la pressione finanziaria arriverà mai a intaccare la capacità operativa russa sul campo, o se Mosca continuerà a finanziare lo sforzo bellico a ogni costo mentre gli attacchi ucraini a lungo raggio si intensificano.