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Gli Stati Uniti impongono nuovi dazi compresi tra il 10 e il 12,5% contro 59 Paesi e contro l'Ue

Cos’è successo
Gli Usa hanno annunciato l'entrata in vigore di una nuova raffica di dazi commerciali compresi tra il 10% e il 12,5% contro 59 Paesi e l'Ue, giustificando la misura sulla base della Sezione 301 del Trade Act del 1974. L’amministrazione repubblicana, guidata da Donald Trump, accusa i partner europei e internazionali di non contrastare in modo adeguato l'importazione di merci prodotte tramite lavoro forzato nelle catene di fornitura globale, penalizzando così i lavoratori e le imprese americane.
Nonostante la fermezza delle accuse, definite "infondate" e motivo di "sorpresa negativa" dall'Alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, l'aliquota per l'Europa è stata fissata al livello minimo del 10%, preservando l'accordo del 2025 e garantendo importanti esenzioni settoriali che spaziano dall'agroalimentare e l'energia fino a farmaci, aeromobili, sughero e diamanti.
Perché conta
L'applicazione del Trade Act da parte della Casa Bianca rimodula le dinamiche di scambio imponendo nuove barriere, pur mantenendo alcune salvaguardie concordate con Bruxelles:
- I dazi colpiscono 59 Paesi e l'Ue con aliquote differenziate: il 10% si applica alle nazioni dotate di normative contro il lavoro forzato, mentre la soglia sale al 12,5% per i Paesi privi di tutele legislative idonee;
- L'Ue evita i rincari massimi e mantiene il tetto pattuito nel 2025, salvaguardando dai balzelli beni strategici come acciaio, alluminio, prodotti agricoli, fertilizzanti ed energia, oltre all'estensione delle esenzioni a prodotti specifici;
- La risposta diplomatica di Bruxelles rivendica il pieno rispetto degli impegni presi il 1° luglio 2026 e sottolinea la superiorità delle tutele del lavoro europee, richiedendo chiarimenti formali all'amministrazione statunitense.
Adesso
- L'inasprimento tariffario rischia di riaccendere le tensioni commerciali con le economie emergenti ed asiatiche prive di leggi stringenti sul lavoro, esponendole all'aliquota penalizzante del 12,5%;
- Sul piano internazionale, l'iniziativa unilaterale di Washington mette a dura prova la predicibilità dei mercati, anche se il mantenimento dell'intesa bilaterale lascia aperto il dialogo su intelligenza artificiale, sicurezza economica e gestione dei rischi;
- Per quanto riguarda lo scenario europeo, Bruxelles punta a evitare un'escalation mantenendo valida la Dichiarazione congiunta Ue-Usa, nel tentativo di tutelare le imprese dell'Unione e approfondire ulteriori esenzioni tariffarie.