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Il 75% degli assicuratori P&C Usa usa già l’AI in produzione, ma pochi riescono a misurarne il ritorno

Cos’è successo
Secondo un sondaggio di Moody’s Ratings pubblicato il 18 ottobre, due terzi degli assicuratori e broker nordamericani hanno ormai l’AI “in produzione” (cioè pienamente operativa, non più solo in fase sperimentale) nelle proprie funzioni principali — ma la maggior parte non riesce a tracciare in modo coerente il ritorno economico di questi investimenti. Tra gli assicuratori e riassicuratori P&C (proprietà e responsabilità civile), l’area più avanzata è quella operativa, con il 75% che usa già l’AI in produzione.
La spesa in AI rappresenta tipicamente tra il 2% e il 10% del budget IT degli assicuratori, con un 13% degli intervistati che dichiara di spendere oltre quella soglia — e gli assicuratori P&C investono più pesantemente rispetto a quelli vita.
Perché conta
- Secondo Moody’s, l'AI sta agendo principalmente come uno strumento per rendere più efficienti i processi esistenti, non come una leva che sta stravolgendo i modelli di business degli assicuratori — una distinzione importante rispetto alla retorica più “disruptive” spesso associata all’intelligenza artificiale nel settore finanziario;
- Diverse compagnie non hanno nemmeno fissato una tempistica formale per misurare il ritorno sugli investimenti in AI — un dato che segnala quanto il settore sia ancora nella fase di adozione tecnica, prima ancora che in quella di rendicontazione finanziaria strutturata dei benefici;
- Moody’s avverte che l’AI sta cambiando anche il profilo di rischio degli assicuratori stessi: i progressi nei modelli di AI di frontiera potrebbero aumentare significativamente il rischio cyber per le compagnie e per l’intero sistema finanziario, accelerando la velocità con cui le vulnerabilità software possono essere sfruttate da malintenzionati.
Adesso
- Gli stessi rischi cyber e di fornitore legati all’AI segnalati da Moody’s per gli assicuratori si applicano anche ai loro clienti commerciali, che sempre più si affidano a strumenti AI e fornitori cloud — un fattore che i broker dovranno affrontare sempre più nei collocamenti di polizze cyber e tecnologiche;
- Resta da vedere se la pressione a dimostrare un ritorno economico concreto spingerà gli assicuratori a rallentare gli investimenti in AI, o se la scommessa sull’efficienza operativa sarà considerata sufficiente anche senza metriche di ritorno pienamente strutturate;
- Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sul settore, segnalato anche da altre fonti nello stesso periodo: con un possibile “shakeout” delle startup insurtech basate su AI in arrivo, secondo dirigenti di Sapiens e Sixfold citati a margine della conferenza ITC Vegas, che si aspettano una stretta sui finanziamenti e un consolidamento tra i fornitori di tecnologia AI per il settore nei prossimi mesi.