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Il 70% delle molecole innovative in sviluppo nasce in piccole biotech, le Big Pharma entrano in scena solo dopo con partnership, licenze e acquisizioni

Cos’è successo
Oggi circa il 70% delle molecole innovative in sviluppo proviene da piccole e medie aziende biotech, mentre le grandi aziende farmaceutiche intervengono sempre più spesso nelle fasi successive, attraverso partnership, licenze o acquisizioni. In questo contesto, secondo il Financial Times, le operazioni di M&A nel settore biotech hanno raggiunto livelli record, alimentate dal timore delle Big Pharma di perdere la prossima grande innovazione e dalla necessità di compensare la scadenza dei brevetti dei principali blockbuster.
Negli ultimi mesi si sono susseguite acquisizioni miliardarie nei settori dell'obesità, degli psichedelici, dell'oncologia e dei peptidi. Il modello di innovazione sta cambiando: invece di sviluppare internamente nuove piattaforme di ricerca, molte Big Pharma preferiscono acquistare tecnologie e pipeline già validate, riducendo tempi e rischi di sviluppo.
Perché conta
- L'innovazione cambia casa. Sempre più spesso le scoperte nascono in start-up, università e piccole biotech, mentre le grandi aziende assumono il ruolo di investitori e integratori industriali;
- Il brevetto diventa solo l'ultimo tassello. Il vantaggio competitivo non dipende più soltanto dalla capacità di fare ricerca, ma dalla rapidità con cui si individuano e acquisiscono le innovazioni più promettenti;
- Il venture capital diventa parte della strategia farmaceutica. Investitori e Big Pharma partecipano sempre più allo stesso ecosistema, riducendo la distanza tra ricerca accademica e mercato.
Adesso
- Le acquisizioni precoci potrebbero diventare più frequenti, anticipando sempre di più l'ingresso delle Big Pharma nelle startup;
- L'intelligenza artificiale aumenterà il numero di biotech innovative, rendendo ancora più competitivo il mercato delle acquisizioni;
- Nel prossimo decennio il successo di una Big Pharma potrebbe dipendere meno dal proprio laboratorio e più dalla capacità di individuare prima degli altri le tecnologie destinate a cambiare la medicina.