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Il 65% dell'economia Ue dipende dagli ecosistemi naturali: le aziende chiedono regole comuni sugli investimenti

2 min di lettura
Il 65% dell'economia Ue dipende dagli ecosistemi naturali: le aziende chiedono regole comuni sugli investimenti

Cosa è successo

Il report “A Behavioural Perspective on Nature Credit Markets” del Joint Research Centre mostra un paradosso strutturale: le imprese vogliono entrare nei mercati dei nature credits, ma non lo fanno. Le motivazioni sono forti e razionali: gestione del rischio legato agli ecosystem services (da cui dipende circa due terzi del valore economico UE), posizionamento reputazionale e anticipazione normativa (CSRD, Nature Restoration Regulation).

Tuttavia, il framework comportamentale COM-B evidenzia che capability e opportunity mancano: incertezza sugli standard, complessità tecnica, costi di due diligence elevati e rischio greenwashing bloccano l’azione concreta.

Perché è importante

Il punto chiave è il gap tra intenzione e comportamento. Il mercato non è frenato dalla mancanza di domanda “potenziale”, ma dall’assenza di condizioni operative per attivarla. Il precedente dei carbon credits è illuminante: le imprese dichiarano preferenza per crediti di alta qualità, ma acquistano quelli più economici e meno verificati.

  • Questo indica che senza standard chiari e intermediari affidabili, il mercato tende sistematicamente verso inefficienza e perdita di credibilità;
  • Nei nature credits questo rischio è ancora più elevato per via della maggiore complessità ecologica e della difficoltà di misurazione.

E adesso?

  • La traiettoria è chiara: il mercato dei nature credits non crescerà per inerzia, ma solo se si costruisce fiducia. Questo implica tre leve: standard verificabili, riduzione dei costi di accesso e presenza di intermediari credibili che riducano l’incertezza per gli acquirenti.
  • Senza questi elementi, anche attori sofisticati resteranno in modalità “wait-and-see”. Al contrario, chi riesce a posizionarsi come infrastruttura di fiducia, definendo metriche, processi e validazione, non solo abilita il mercato, ma ne stabilisce le regole.

Fonte

https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC146201/JRC146201_01.pdf

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