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Il 47% dei consumatori valuta una polizza vita, ma il 40% abbandona l'acquisto per complessità e scarsa trasparenza

Cos’è successo
Capgemini Research Institute e LIMRA hanno pubblicato il 10 settembre 2026 il World Life Insurance Report 2027, basato su un'indagine condotta tra aprile e giugno 2026 su 6.175 consumatori in 18 paesi di Americhe, Europa e Asia-Pacifico, e su interviste a 198 dirigenti senior di compagnie vita nelle stesse aree. Il report segnala che il settore vita non soffre di una mancanza di interesse, ma di un persistente divario tra il valore percepito dai consumatori e quello effettivamente offerto dai prodotti: il 47% dei consumatori sta valutando l'acquisto di una polizza vita, ma oltre il 40% di questi si dichiara confuso, incerto o poco convinto dalle informazioni disponibili, e uno su quattro abbandona il percorso di acquisto prima di completarlo.
Perché conta
- Tra i più giovani il fenomeno è ancora più marcato: il 54% dei consumatori tra 18 e 40 anni valuta l'acquisto di una polizza vita, ma il 28% abbandona il processo prima della conclusione, un tasso di abbandono superiore alla media generale che segnala una difficoltà specifica nel raggiungere le nuove generazioni di potenziali clienti;
- Le tre principali barriere identificate sono il costo (35% dei consumatori percepisce le polizze come troppo costose o inaccessibili), la scarsa chiarezza e trasparenza su coperture e termini contrattuali (30%) e la percezione di scarsa rilevanza rispetto alla propria fase di vita (25%); in molti casi queste percezioni non riflettono i prodotti o i prezzi effettivi: i consumatori statunitensi più giovani, ad esempio, sovrastimano il costo mediano di una polizza vita di un fattore 10-12 volte;
- Il divario tra valore reale e valore percepito diventa più critico per tre fattori strutturali secondo Capgemini: l'invecchiamento demografico (entro il 2050 una persona su tre nel mondo avrà più di 50 anni), la crescente concorrenza di forme alternative di investimento, e il progressivo invecchiamento della rete distributiva tradizionale.
Adesso
- Capgemini raccomanda alle compagnie vita di passare da un modello orientato al prodotto e alla vendita a un modello che costruisce relazioni di protezione finanziaria lungo l'intero ciclo di vita del cliente, combinando dati, intelligenza artificiale e competenze consulenziali, un cambiamento di paradigma piuttosto che un semplice aggiustamento di prodotto;
- Samantha Chow, responsabile globale vita, rendite e benefit di Capgemini, sottolinea che complessità al momento dell'acquisto e silenzio post-vendita minano il possesso della polizza, mettendo a rischio le relazioni con i clienti e innescando abbandoni che costano miliardi al settore;
- Per il settore assicurativo, il report identifica come "best-in-class" gli assicuratori valutati positivamente su sette dimensioni, tra cui priorità di investimento centrate sul consumatore, gestione di storni e riscatti, corrispondenza demografica tra consulenti e clienti, e maturità tecnologica nell'unificazione dei dati e nell'AI agentica, un benchmark utile per orientare le priorità di trasformazione dei prossimi anni.
Fonte: https://www.capgemini.com/insights/research-library/world-life-insurance-report/