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Il 40% del jet fuel europeo dipende da Hormuz: rotte aeree a rischio anche in Italia

Cosa è successo
Le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno rapidamente trasformando la crisi energetica da speculazione sui prezzi a mancanze reali negli approvvigionamenti. In Europa molte compagnie aeree stanno facendo i conti con una carenza effettiva di carburante. Lufthansa ha cancellato 20.000 voli a corto raggio tra maggio e ottobre 2026 per risparmiare 40.000 tonnellate di carburante per le rotte più redditizie.
- L'Airports Council International Europe, l'associazione europea di categoria degli aeroporti, ha avvertito la Commissione Ue che, senza una riapertura stabile del corridoio di Hormuz entro tre settimane, l'Europa rischia una carenza sistemica di carburante per aerei;
- Circa il 40% delle importazioni europee di jet fuel transita proprio da Hormuz, un dato che rende il chokepoint geopolitico particolarmente rilevante per l'aviazione, ancora di più che per il petrolio generico;
- Le raffinerie Ue coprono solo il 70% del consumo europeo e dipendono dalle importazioni, come ammesso dalla stessa Commissione europea che si sta preparando a possibili carenze;
- Il margine di raffinazione del jet fuel ha toccato un record di 80 dollari al barile, contribuendo al raddoppio del prezzo del carburante per aerei in poche settimane.
Perché è importante
Le rassicurazioni sulle scorte petrolifere non bastano: avere riserve di greggio non significa avere abbastanza jet fuel disponibile in tutti gli aeroporti. In Italia, Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia hanno già lanciato l'allarme di carenze di approvvigionamenti, introducendo limiti o razionamenti. L'IEA segnala che le riserve commerciali europee di jet fuel potrebbero raggiungere un punto critico già a giugno, cioè all'ingresso del picco estivo, quando l'Italia concentra la maggior parte dei voli turistici internazionali. Il turismo è il settore più esposto, perché i visitatori stranieri non possono sostituire l'aereo con treno o auto.
L'effetto più duraturo non sarà sui prezzi dei biglietti, ma sulla perdita di rotte. Una regola internazionale chiamata "use it or lose it" obbliga le compagnie a usare i propri slot — i diritti di decollo e atterraggio — o a perderli; tagli temporanei dovuti alla crisi del carburante possono così trasformarsi in perdita permanente di collegamenti su Fiumicino e Malpensa, dove recuperare uno slot richiede anni.
E adesso?
- Aprile–maggio 2026: la richiesta di sospensione della regola "use it or lose it" è già sul tavolo europeo ma non ancora approvata in forma definitiva; la decisione dirà se gli slot italiani saranno protetti o redistribuiti;
- Giugno 2026: è il mese indicato dall'IEA come possibile punto critico per le riserve di jet fuel, e coincide con l'avvio della stagione turistica; la tenuta dei voli su Fiumicino e Malpensa sarà il primo indicatore reale dell'impatto;
- 2026–2027: l'Ue rivedrà le regole sulle scorte strategiche valutando riserve dedicate al carburante per aerei, mentre la dipendenza del 40% da Hormuz resta il fattore chiave per capire quanto saranno instabili i costi del volare nei prossimi anni.