News & BusinessAssicurazioni
Il 38% dei Paesi non impone trasparenza metodologica agli ESG rating provider e rende le valutazioni inaffidabili

Cos’è successo
Un report pubblicato da OECD evidenzia forti criticità strutturali nel mercato globale dei rating ESG. Secondo lo studio, uno stesso emittente può ricevere valutazioni ESG significativamente divergenti a seconda del provider utilizzato, a causa di differenze poco trasparenti in metriche, fonti dati e sistemi di ponderazione.
Il report segnala inoltre che il 38% delle giurisdizioni non richiede disclosure metodologica agli ESG rating provider, mentre le revisioni indipendenti dei modelli sono “eccezionalmente rare”: solo l’India le rende obbligatorie. Nel 54% delle giurisdizioni manca anche trasparenza sulla struttura proprietaria dei provider. L’OECD sottolinea inoltre che molti rating utilizzano dati stimati o derivati da assunzioni non chiaramente distinguibili dai dati effettivamente riportati dalle aziende.
Perché conta
Per il settore assicurativo europeo il problema non riguarda solo la sostenibilità, ma l’affidabilità stessa degli input utilizzati nei processi di underwriting, investimento e risk management regolatorio.
- Nell’underwriting di polizze D&O e liability ESG, rating costruiti con metodologie non verificabili aumentano il rischio di contenziosi, contestazioni e mispricing delle coperture assicurative;
- Nell’Asset-Liability Management, l’utilizzo di ESG score per costruire portafogli compatibili con SFDR rischia di basarsi su dati incompleti, stimati o non auditati;
- Anche i modelli climatici collegati a Solvency II dipendono da input ESG che, nella maggior parte delle giurisdizioni, non vengono verificati da soggetti indipendenti terzi.
Adesso
- Le autorità europee potrebbero aumentare requisiti di trasparenza, audit indipendente e disclosure metodologica per ESG rating provider e data provider finanziari;
- Assicurazioni e asset manager potrebbero rafforzare controlli interni sui dati ESG, riducendo dipendenza automatica da score esterni standardizzati;
- Il tema rischia di diventare centrale nella prossima fase della regolazione ESG europea: senza standard comparabili e verificabili, cresce il rischio di instabilità reputazionale, regolatoria e prudenziale nei mercati finanziari sostenibili.
Fonte